Malati oncologici, mancano strutture e residenze

Redazione DottNet | 24/06/2016 16:38

Campania: solo 9 hospice per 6milioni di abitanti. Migrazione extraregionale per i bambini che necessitano di cure palliative

«Se le barelle del Cardarelli erano roba da quarto mondo, non siamo neanche in grado di immaginare come ci qualifichi la presenza in regione di soli 9 hospice per malati che necessitano di cure palliative rispetto alla Lombardia che ne ha 72». Una considerazione amara quella di Sergio Canzanella,  Direttore dell'Osservatorio Regionale Cure Palliative e Medicina del Dolore in Campania che invita a riflettere su una situazione drammatica e troppo spesso ignorata. In Italia, ogni anno circa 270mila cittadini sono colpiti dal cancro. In Regione Campania, l’incidenza dei tumori è di 735 casi per 100mila abitanti/anno (415 maschi/320 femmine) e il tasso standardizzato di mortalità per tumore è pari a 368 per 100mila abitanti/anno; ne deriva che ogni anno il numero dei malati terminali dovrebbe essere di circa 19.427, dal momento che il 90% dei malati deceduti per tumore 21.311 attraversano una fase terminale di malattia caratterizzata da un andamento progressivo irreversibile. Ad essi vanno aggiunti coloro che, pur affetti da patologia neoplastica non sono ancora in fase d’inguaribilità, e quelli affetti da forme inguaribili di patologie non oncologiche, come quelle neurologiche, polmonari, infettive e metaboliche. La prevalenza di bambini con patologie oncologiche in Regione Campania è compresa tra 160 e 180 nuovi casi/anno e che la sopravvivenza/guarigione media è pari al 50%, il fabbisogno di assistenza è stimabile in 70 bambini/anno.

«Nella nostra regione – spiega – le strutture sono insufficienti, così molto spesso i pazienti  finiscono ricoverati nelle rianimazioni, nelle medicine ed in altri reparti che sarebbero deputati ad altri tipi di cure». Il risultato è una spesa enorme a carico dei contribuenti (il costo giornaliero di un ricovero in hospice varia dai 252 ai 385 euro – contro i 2.000 euro di una rianimazione ma anche una sofferenza inutile per i pazienti. I dati saranno analizzati  nel corso del congresso «Cure Palliative, mai più ultimi» in programma per il 30 giugno Centro Direzionale isola E/5 Sala Tiempo tra gli esperti della Campania. Il quadro che ne emerge è realmente da quarto mondo. «Molti non sanno – prosegue il dottor Canzanella – che per i bambini non esistono liste d’attesa, perché non esiste un solo hospice pediatrico». Stando così le cose l’unica alternativa possibile è spostarsi verso altre regioni. Ogni anno intere famiglie devono sottoporsi a quelli che non possono neanche essere chiamati “viaggi della speranza”, perché per questi piccoli pazienti non ci sono possibilità. «Almeno - conclude il dottor Canzanella - vorremmo che il presidente De Luca attivi immediatamente un Hospice pediatrico per poter offrire loro fino all'ultimo le cure palliative in Campania ».

Tra i temi che verranno affrontati in occasione del congresso del 30 giugno ci sarà anche l’importantissimo nodo della sanatoria legata alla legge finanziaria n. 147 del 2013. Già affrontata in molte altre regioni d’Italia, la questione è in scadenza il 31 dicembre 2016. E senza un decreto regionale ad hoc il rischio è di trovarsi nel 2017 con una grave difficoltà a reperire il personale medico.  

Per cercare di migliorare l’assistenza ai pazienti che necessitano di cure palliative e medicina del dolore è nato a gennaio 2016 il portale www. hospicecampania.it

L'Osservatorio realizzato dall'Associazione House Hospital onlus si occupa della difesa dei diritti dei cittadini, della tutela della salute e dell’uguaglianza dei trattamenti assistenziali in tutto il territorio regionale.

L'Osservatorio si propone di essere espressione reale di sussidiarietà nel panorama del Welfare che cambia. E’ inoltre valorizzato l’apporto sistemico del volontariato e dell’iniziativa privata, in collaborazione funzionale con istituzioni pubbliche. Un'altra connotazione importante è la prefigurazione di un Welfare diverso, che fornisca ai malati algici, cronici e terminali una risposta organica, globale, interistituzionale, calibrata su un nuovo concetto di bisogno esistenziale per la realizzazione del ben-Essere.