Fimmg, stop al tavolo Sisac: via dalle trattative per la convenzione

Redazione DottNet | 27/06/2016 19:25

In un documento il sindacato degli Mmg respinge la bozza perché incoerente

Stop alle trattative con la Sisac per il rinnovo della convenzione dei medici di famiglia. La Fimmg ha deciso di abbandonare il tavolo al termine della due giorni di lavoro di venerdì e sabato scorso.

Una strada tutta in salita, dunque, come conferma il documento che respinge con forza il testo presentato dalla SISAC come base di trattativa per il rinnovo della Convenzione. “Il testo non è emendabile perché nel suo insieme non coerente con la normativa vigente, con l'Atto di indirizzo e opposto alle proposte del nostro sindacato”, si legge nella nota. “Il testo consegnato alle Organizzazioni sindacali disegna un medico di medicina generale sostanzialmente subordinato, privato della propria autonomia organizzativa e professionale, ricattabile sotto il profilo disciplinare”, continua il documento che annuncia: “In assenza di una nuova proposta di testo FIMMG si vedrà costretta a interrompere le trattative”.

La Segreteria Nazionale della FIMMG ha inoltre sottolineato come necessaria e non più rinviabile la quantificazione delle risorse economiche messe a disposizione per il rinnovo della Convenzione, anche a seguito della recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il blocco economico dei contratti.

Tra l'altro – spiega il testo della Fimmg -, senza investimenti pianificati per aumentare il numero di collaboratori e infermieri negli studi dei medici di famiglia, appare inimmaginabile che la Medicina Generale possa offrire in modo adeguato una risposta ai bisogni di salute emergenti nei territori, sia in tema di cronicità, che di domiciliarità”. Secondo il sindacato dei medici di famiglia, il ruolo unico della Medicina Generale, così come formulato nel testo proposto, non valorizza sufficientemente il contributo professionale dei medici di continuità assistenziale e rimane una mera enunciazione, priva strumenti contrattuali indispensabili per dare il via ai programmi di prevenzione e di medicina di iniziativa di cui i cittadini hanno bisogno.

La Segreteria Nazionale pur riconoscendo alla SISAC l'impegno per il miglioramento delle relazioni sindacali, constata che le Regioni non sono ancora in grado di formulare un progetto di riforma dell'assistenza territoriale unitario e non condizionato da interessi locali”, conclude la nota.

E non manca un accenno all'articolo 22 del Patto per la Salute: “la Segreteria Nazionale ha espresso netta opposizione all'ipotesi proposta dalle Regioni di dichiarare per legge l'equivalenza ai fini dell'accesso alla Convenzione fra la specialità in Medicina della comunità e delle cure primarie e il Corso di formazione specifica in Medicina Generale attualmente gestito dalle Regioni e dalla professione”.