Ddl concorrenza, la discussione slitta alla prossima settimana

Farmacia | Redazione DottNet | 30/06/2016 06:54

Molte le note sul 48.100, che introduce un tetto del 20% al numero di farmacie controllate da una singola catena nella medesima regione

L’articolo 48 del ddl concorrenza che apre al capitale la titolarità delle farmacie non sarà esaminato dalla commissione Industria del Senato prima della prossima settimana. Colpa dell’intasamento che si sta registrando nei lavori della commissione Bilancio, cui è mancato il tempo per trasmettere entro la scadenza i pareri sui nuovi emendamenti. Lo slittamento (che non dovrebbe comportare aggiornamenti alla scaletta parlamentare perché la stima è che il disegno di legge arrivi comunque in aula per il 12 luglio, come già pianificato a suo tempo) non è stato gradito dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonio Gentile, che in commissione Bilancio ha mostrato tutto il suo disappunto. «Si va al rallentatore» ha detto ieri alle agenzie «abbiamo tutti l'esigenza di chiudere e questa settimana doveva essere quella decisiva».

Intanto sono stati fascicolati i subemendamenti alle proposte di modifica presentate la settimana scorsa dai relatori. Una trentina gli interventi sul 48.100, che introduce un tetto del 20% al numero di farmacie controllate da una singola catena nella medesima regione. Un paio cercano di rimettere nel testo la deregulation dei farmaci di fascia C, già bocciata senza appello dalla Camera e dalla stessa commissione industria del Senato. La maggioranza dei subemendamenti, invece, mira a ritoccare il paletto fissato in prima battuta dai relatori: chi propone di abbassare il tetto regionale al 15% od oltre, chi suggerisce limiti differenziati a livello comunale, regionale e nazionale, chi ancora propone un tetto massimo di duemila farmacie sull’intero territorio nazionale.

Tra gli emendamenti c’è anche la terza formulazione della proposta 48.79, che innalza rispettivamente da 750 milioni di lire a 450mila euro e da 500 milioni a 300mila euro le soglie di fatturato sotto le quali scattano le agevolazioni per rurali e sussidiate. Alla copertura dei maggiori oneri, valutati in 9,2 milioni di euro, dovrebbe provvedere «la riduzione proporzionale di tutti gli stanziamenti di parte corrente» che la Legge di stabilità 2016 destina ai Ministeri

 

 

fonte: federfarma

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