Trasparenza aziende farmaco: 70% dei medici dice sì. Le cifre

Redazione DottNet | 30/06/2016 18:35

Formazione: i paletti imposti dalle case farmaceutiche

Boom di adesioni dei medici all'operazione trasparenza delle aziende farmaceutiche che hanno pubblicato gli investimenti effettuati per la ricerca, la formazione medica e le consulenze ai camici bianchi. Le adesioni, infatti, hanno raggiunto il 70%, toccando punte del 90%, superiori rispetto alle stesse previsioni di Farmindustria che attraverso il suo presidente Massimo Scaccabarozzi ha espresso subito la propria soddisfazione. Una vasta operazione a cui hanno aderito oltre 200 aziende sul territorio nazionale aderenti all'Associazione che rappresenta l'industria farmaceutica in Italia. Dati relativi al 2015 che mostrano impegni di spesa per decine di milioni di euro per la formazione e la ricerca in Italia. Nomi di medici e di organizzazioni che collaborano, spese sostenute dalle aziende per la partecipazione a convegni, corsi di formazione e consulenze, oltre che le sovvenzioni date ad enti pubblici o ospedali su progetti di ricerca e sviluppo. Si chiama 'Disclosure Code', appunto 'Codice di trasparenza', ed è stata voluta dalla Federazione europea industrie ed associazioni farmaceutiche (Efpia).

Investimenti importanti che consentono a medici ed enti pubblici di sviluppare nuove cure ma anche di consentire ai medici di fare quella formazione continua ed obbligatoria prevista per legge, il tutto a beneficio dei pazienti. Tra i primi a pubblicare online nomi e importi ricevuti c'e' la Amgen che dichiara 90% di adesioni tra i medici e un totale di 5,9 milioni di euro per ricerca e sviluppo (ovvero studi clinici, non clinici osservazionali), 1,8 milioni per operatori sanitari (tra cui consulenze e iscrizioni a congressi) e 5,2 milioni destinati alla organizzazioni per formazione e altro. Adesioni all'90% anche per Sanofi Pasteur (specializzata in vaccini) che investe 523mila euro in ricerca e sviluppo, 128mila per le consulenze dei sanitari e 423mila per la formazione continua ed obbligatoria dei medici, mentre circa 44mila euro per far partecipare medici a congressi e oltre 200mila destinati invece ad organizzazioni sanitarie e società scientifiche. Per un'altra multinazionale farmaceutica, la Sanofi, gli investimenti sono stati pari a 13 milioni di euro nel 2015, corrispondenti al 2% del fatturato. Circa 4,6 sono i milioni investiti in ricerca e sviluppo ed oltre il 70% dei medici ha dato il proprio consenso alla pubblicazione dei dati.

Da Pfizer Italia, che ha avuto un consenso alla pubblicazione dei dati da parte dell'80% dei medici, arrivano 24 milioni di euro di investimenti per i medici, di cui 1,2 milioni in consulenze, oltre a 5 milioni in ricerca e sviluppo.

Per l'italiana Menarini la cifra investita in ricerca e sviluppo e' pari a 33,9 milioni di euro, con 5,2 milioni erogati agli enti per sostenere programmi formativi e progetti di ricerca indipendente. Alla formazione degli operatori sanitari sono andati circa 8,7 milioni di euro e 860mila euro per le consulenze. Interessati, in totale, 7.270 medici: il 73% ha dato la liberatoria alla pubblicazione dei propri dati. In pratica, nel 2015 la Menarini ha investito una somma di 1.150 euro per ciascuna iniziativa rivolta al singolo camice bianco. Nel ''nostro caso - spiega Domenico Simone, membro del Consiglio di amministrazione Menarini - l'impegno nella formazione degli Operatori Sanitari riguarda un portfolio prodotti molto ampio di 129 prodotti relativi a 20 classi terapeutiche''. Dalla lettura dei dati Bayer (60% del consenso dei medici alla pubblicazione) emerge un ammontare di trasferimenti totale di quasi 24 milioni di euro di cui 4,8 milioni per ricerca e sviluppo, 6 per operatori sanitari e 12,8 per organizzazioni sanitarie. E ancora: per Novartis l'ammontare complessivo dei trasferimenti di valore ha sfiorato i 41 milioni di euro, con una percentuale dei consensi rilasciati in forma individuale che raggiunge l'80%. Per Gsk, infine, (con adesioni del 100% perché l'assenso preventivo alla pubblicazione individuale e nominativa dei trasferimenti di valore è prerequisito per ottenerli) gli investimenti complessivi sono ammontati ad 11 milioni di euro, di cui 5 per ricerca e sviluppo.

Da oggi, dunque, basterà un clic sul sito dell'azienda farmaceutica e ciascuno potrà conoscere i nomi dei medici e delle organizzazioni che collaborano con quell'impresa, i dati sulla partecipazione ai convegni ma anche gli emolumenti ricevuti dagli specialisti per consulenze o partecipazione a comitati, oltre ai nomi di ospedali ed enti pubblici sovvenzionati per progetti di formazione e ricerca indipendente.

La voce di investimento maggiore per le aziende nei confronti della classe medica, come si rileva dai dati pubblicati, è appunto quella relativa alla formazione dei professionisti sanitari, settore che prevede tuttavia precisi paletti dettati da leggi e dalle norme del Codice deontologico di Farmindustria.

Formare i medici a beneficio dei pazienti, spiegano dalle aziende, è un'esigenza fondamentale per le industrie del farmaco ma anche per gli stessi medici, per i quali la formazione continua e aggiornata è pure un obbligo di legge. Obbligo al fronte del quale, si fa notare, lo Stato non mette però a disposizione risorse adeguate. Proprio per garantire una gestione corretta delle attività di formazione per i medici, Farmindustria ha dunque elaborato regole precise: i corsi formativi e i congressi, ad esempio, non possono prevedere ospitalità in hotel a 5 stelle, non possono essere tenuti in località turistiche durante il periodo estivo e la stessa azienda non può invitare lo stesso medico ad attività formative per più di due volte in un anno. Inoltre, per favorire la partecipazione anche dei giovani medici, il Codice deontologico di Farmindustria prevede che almeno il 10% dei partecipanti alle attività di formazione sia under-40. E' bene ricordare che in questi casi non si tratta di un compenso diretto a favore di un Operatore sanitario ma normalmente l'azienda si limita a sostenere le spese di partecipazione attraverso un'agenzia appositamente incaricata. Quanto alle consulenze scientifiche di cui l'azienda può avere necessità, il Codice prevede che vi debba essere un accordo scritto tra le parti a fronte di un contributo economico che sia in linea con i valori di mercato ed equo e conforme ai pertinenti codici deontologici, regolamenti e leggi.

Su tutte le attività di formazione o rapporti di consulenza attivati dalle aziende farmaceutiche, inoltre, 'vigila' un comitato di controllo presieduto da un Giudice nominato su segnalazione del presidente della Corte Suprema di Cassazione. Il comitato, a fronte di irregolarità eventualmente rilevate, ha la possibilità di attivare sanzioni che vanno dalla multa all'estromissione dell'azienda in casi gravi.