Cgia di Mestre, spesa per beni e servizi sanitari +61,5% in 10 anni

Redazione DottNet | 01/07/2016 11:23

Rappresenta l’1,9% del Pil, quando la media dei Paesi dell’area Euro non supera lo 0,9%

 

La spesa per beni e servizi sanitari sostenuta dalla nostra amministrazione pubblica è cresciuta in dieci anni del 61,5% e rappresenta oggi l’1,9% del Pil, quando la media dei Paesi dell’area Euro non supera lo 0,9%. E tra le voci che più hanno soffiato su tale crescita c’è quella relativa a farmaci (per ospedali e distribuzione diretta) e dispositivi medici, che in un decennio è triplicata. L’analisi è della Cgia di Mestre e nasce da un confronto tra la qualità della spesa sostenuta dalla Pa italiana a confronto con quella degli altri principali Paesi europei. Quello che subito salta all’occhio è il gap che ci separa dai nostri vicini: nel 2014, dice la ricerca, i consumi intermedi della nostra Pa hanno generato una spesa che si attesta attorno ai 90 miliardi di euro e vale il 5,6% del Pil; in Spagna, invece, la spesa per l’acquisto di beni e servizi si ferma al 5,3%, in Francia al 5,2% e in Germania il 4,8%.

Peggio ancora, un’analisi dei bilanci rivela che rispetto ai Paesi circostanti la nostra spesa è squilibrata: nel nostro caso la principale voce di costo è rappresentata dalla Sanità, che nel 2014 si è presa circa un terzo della spesa complessiva (30,5 miliardi) e vale l’1,9 per cento del nostro Pil. Non è così nel resto dell’area Euro, dove invece i costi sanitari (sempre alla voce beni e servizi) valgono in media lo 0,9%.

Colpisce anche la dinamica della spesa: in dieci anni, dal 2004 al 2014, la spesa italiana per beni e servizi sanitari è cresciuta del 61,5%. E come dimostra l’analisi della Cgia di Mestre, farmaci (per ospedali e diretta) e dispositivi rappresentano la voce che nel periodo è cresciuta di più: da poco più di uno a quasi 4 miliardi di euro, per un incremento del 278%. Nessun’altra uscita mostra trend altrettanto vertiginosi: la spesa per servizi ospedalieri arriva a quasi 16 miliardi, ma in dieci anni è cresciuta del 38%; la spesa per la gestione dei rifiuti sanitari tocca ha toccato nel 2014 i nove miliardi, ma nel periodo è cresciuta del 95%. Gli autori della ricerca non hanno dubbi sulle ragioni di tale andamento, che vanno cercate «nella continua introduzione di farmaci innovativi, caratterizzati da un costo elevato» si legge nello studio della Cgia «e nelle politiche di incentivazione della distribuzione diretta». Nessuna traccia, invece, dei risparmi che il doppio canale doveva garantire.

 

fonte: federfarma, Cgia