Concorso farmacie, continuano i ricorsi al tar

Farmacia | Redazione DottNet | 04/07/2016 16:37

Situazione bloccata in provincia di Latina e Bolzano

I ricorsi al Tar bloccano le farmacie in provincia di Latina e Bolzano. Giovedì scorso  è stata depositata la sentenza del Tar con la quale i giudici fermano l'apertura di otto nuove farmacie a Latina. Il caso va avanti da quasi quattro anni tra delibere, ordinanze e ricorsi giudiziari. Il piano del Comune per le nuove farmacie risale infatti al 2012 e fu subito impugnato da alcuni titolari di farmacie già attive che ottennero la sospensione dal Tar, sostenendo che le nuove sedi previste erano troppo vicine a quelle esistenti.

Ma lo scorso febbraio la Regione Lazio ha emesso una determina con la quale ha assegnato le nuove sedi farmaceutiche, calpestando di fatto ciò che aveva stabilito il Tar. Nella determina si sottolineava il fatto che l'assegnazione delle nuove sedi era condizionata al pronunciamento del Consiglio di Stato, davanti al quale pende il ricorso. Una scelta piuttosto spericolata secondo le farmacie ricorrenti che hanno immediatamente impugnato l'atto davanti al Tar. Ieri i giudici della sezione di Latina (presidente Carlo Taglienti, Antonio Massimo Marra e Roberto Maria Bucchi) hanno accolto il ricorso concedendo 60 giorni alla Regione Lazio per il ritiro della delibera che «elude la sentenza 548/13 del Tar».

Ma non finisce qui. Il Tar ha disposto che, superato tale termine di 60 giorni, se la delibera non dovesse essere annullata dovrà intervenire «in qualità di commissario ad actus il Prefetto di Latina o altro funzionario da lui delegato il quale opererà con le modalità descritte» si legge nel provvedimento. Il ricorso è stato presentato dalle farmacie Morbella, Salvagni, Virgolino e San Luca.

Secondo i ricorrenti il piano elaborato dal Comune prevede troppe nuove aperture concentrate in una specifica area della città, mentre non sono previste nuove farmacie in aree dove ci sarebbe bisogno. Il ricorso al Tar fu vinto anche grazie a una perizia commissionata all'ingegnere Salvatore Pannunzio per dimostrare che nel piano non vengono applicati i criteri previsti dalla normativa e dallo spirito del decreto legge nazionale.

«L'intento della legge - sostengono i farmacisti contrari al piano - era garantire una presenza più capillare sul territorio. A Latina invece è stato deciso di aprire nuove farmacie in aree dove non c'è assolutamente bisogno, lasciando scoperte altre zone». Al Morbella, ad esempio, la nuova farmacia sarebbe aperta a 300 metri da quella già attiva in via Milano. Ma i titolari sostengono che non è solo una questione di interesse e di danno economico: «Due attività analoghe e troppo vicine - spiegano - si danneggiano a vicenda, senza migliorare il servizio all'utenza ma anzi peggiorandolo».

Secondo la perizia tecnica circa 71mila abitanti del centro urbano sarebbero serviti da 21 farmacie, mentre gli abitanti totali sono 119mila, serviti da 29 farmacie. L'introduzione delle nuove sedi, in sostanza, sarebbe stata più logica nelle periferie e nei borghi, piuttosto che concentrarle tutte nell'area di Latina Ovest. Le nuove farmacie sono previste in Q5, Morbella, via Aspromonte, via Virgilio, borgo Piave, Latina Scalo e Pantanaccio. Ma ora il piano potrebbe essere rivoluzionato.

Caso analogo anche in Alto Adige, dove è arrivata la doccia fredda per la giunta che aveva una gran fretta di assegnare le 19 nuove farmacie su tutto il territorio provinciale di Bolzano. La graduatoria per il bando era stata approvata lo scorso marzo e anche il governatore altoatestino Arno Kompatscher aveva sottolineato la necessità di fare in fretta per rispondere alle esigenze della popolazione.

 Nelle scorse ore è stata pubblicata invece online un’ordinanza cautelare che di fatto blocca tutto almeno fino all'inizio del prossimo anno. L'udienza di merito è stata fissata a gennaio. I ricorsi al Tar sono tre: due di farmacisti esclusi e uno di un farmacista che figura tra gli assegnatari ma ritiene di essere stato ingiustamente scavalcato da altri colleghi. Il responsabile dell’Avvocatura, Stephan Beikircher, spiega «che per partecipare era necessaria una semplice autocertificazione, ma una ventina di dichiarazioni si sono rivelate false». Per quanto attiene la graduatoria definitiva la Provincia ritiene «che la commissione incaricata abbia operato correttamente».


Fra i ricorrenti c'è chi ipotizza invece che siano stati commessi errori nella valutazione dei titoli. Tra l'altro i punteggi tra i farmacisti in lizza, alcuni dei quali si sono associati per conquistare le prime posizioni, sono molto vicini e il Tar ha preferito vederci chiaro.

«Una farmacia nel capoluogo, in un sito vantaggioso, può valere fino a un milione e mezzo di euro», sottolinea un farmacista che non ha partecipato al concorso ma sta seguendo passo per passo l'evolversi dell’intricata querelle giudiziaria. Per la cronaca a Bolzano nel piano provinciale sono previste 6 farmacie, a Merano e Bressanone 2. Le altre farmacie saranno aperte nei Comuni di Brunico, Appiano, Caldaro, Lana, Laives, Renon, Sarentino, Silandro e Valle Aurina. Prevista una copertura provvisoria anche per il punto di Castelbello. In tutto sono stati 83 i partecipanti al concorso straordinario del maggio 2014. La commissione di valutazione ne ha esclusi 21 per dichiarazioni mancanti o errate riducendo il totale a 62. Entro il termine canonico dei 60 giorni hanno presentato ricorso due dei 21 esclusi, ma anche uno dei farmacisti che figura tra gli assegnatari. La partita si gioca, infatti,  sulle farmacie più interessanti dal punto di vista economico e scegliere prima ha indubbi vantaggi. Nel mirino anche i punteggi delle lauree ottenute in Austria. Una volta ottenuta la licenza i farmacisti avranno un anno di tempo per aprire le nuove strutture.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato