Ricerca: rientra cervello in fuga, lavorerà a Modena con fondi Airc

Redazione DottNet | 19/01/2009 15:53

Rientra in patria uno dei cervelli italiani fuggiti all'estero. E' Alberto Del Rio, giovane ricercatore dell'università di Modena e Reggio Emilia, partito per l'estero nel 2002 e ora tornato grazie a un finanziamento quinquennale pari a 750 mila euro stanziato dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc).

Con questi fondi l'Airc sosterrà il laboratorio di ricerca che sarà guidato da Del Rio al Dipartimento di Scienze farmaceutiche dell'ateneo di Modena e Reggio Emilia, e che sarà impegnato nella ricerca di farmaci anticancro.
Dopo la laurea in Chimica all'università degli Studi di Modena e Reggio, Del Rio ha iniziato un periodo di formazione all'estero, conseguendo un master in chimica teorica e informatica all'università di Rennes I in Francia. Paese in cui, nel 2005, ha completato gli studi di dottorato di ricerca all'università Paul Cézanne di Aix-Marsiglia III. Successivamente a quella esperienza, il ricercatore italiano si è trasferito in Germania all'università di Erlangen-Norimberga, dove ha portato avanti apprezzate ricerche nell'ambito della chimica computazionale. Il progetto di ricerca finanziato dall'Airc, che ha indotto Del Rio a rientrare nel suo ateneo d'origine, riguarda gli 'Approcci multidisciplinari per la progettazione di molecole con attività antitumorale'. Il progetto vedrà impegnato un team di giovani ricercatori coordinati da Del Rio, che agirà in collaborazione con il gruppo di lavoro di Giulio Rastelli del Dipartimento di Scienze farmaceutiche dell'università modenese-reggiana, uno dei maggiori esperti di Molecular Modelling & Drug Design Laboratory.
La somma stanziata da Airc non solo favorirà gli studi nel settore dei farmaci antitumorali, ma potenzierà anche l'interazione tra gruppi scienziati a livello locale, valorizzando le risorse della Regione Emilia Romagna nell'ambito della ricerca. In particolare, i fondi sono destinati a giovani ricercatori 'a rischio fuga', che hanno raggiunto importanti risultati scientifici durante la loro permanenza all'estero e che desiderano ristabilire in Italia il loro luogo di ricerca, con la creazione di un proprio laboratorio.
"Sono onorato di avere ottenuto questo importante riconoscimento da parte di Airc - afferma Del Rio - La possibilità di beneficiare di questo finanziamento rappresenta l'opportunità per proseguire le mie ricerche in Italia e in un campo tanto importante come la ricerca di farmaci antitumorali. Ringrazio di cuore l'Airc per la fiducia accordatami, così come tutti gli italiani che, con la loro generosità, contribuiscono in donazioni all'Airc per il progresso della ricerca nel campo oncologico". Il progetto di ricerca presentato dal Del Rio, spiega l'ateneo di Modena e Reggio Emilia, "è stato valutato, per conto di Airc, da cinque revisori esteri di assoluto livello internazionale in grado di analizzare a fondo tutte le tematiche in questione e di esaminare, e confrontare competitivamente, i progetti proposti per scegliere il più originale ed innovativo".
L'Airc "rappresenta un importantissimo punto di riferimento per la ricerca italiana sul cancro - sottolinea Restelli - Il finanziamento Start-Up ottenuto da Alberto Del Rio costituirà certamente un'occasione unica per lui di ottenere una posizione indipendente in Italia. Essendo anche il mio laboratorio impegnato nella ricerca farmaceutica nel campo degli antitumorali, sarà un piacere incoraggiare e accompagnare questa nuova unità con la certezza che essa produrrà importanti contributi scientifici". Gli Start-Up dell'Airc sono finanziamenti regionali quinquennali destinati a giovani scienziati, per dar loro la possibilità di formare in Italia un gruppo di ricerca indipendente così da poter esprimere al meglio le proprie potenzialità e sviluppare il proprio progetto di ricerca. "Il richiamo di nuove figure e di persone giovani dall'estero che contribuiscano alla ricerca è un tema caro ad Airc - aggiunge l'ateneo di Modena e Reggio Emilia - tanto che da molti anni finanzia il percorso di crescita dei giovani ricercatori, consentendo in tal modo non solo la nascita di una nuova generazione di scienziati, ma anche la finalizzazione degli investimenti alla ricerca verso i campi scientifici più promettenti".
 

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