Ricetta dem: va stampata e consegnata al paziente

Redazione DottNet | 08/07/2016 12:22

Per il garante è l'unico modo per non violare la privacy

Attualmente, il medico che prescrive una ricetta “dem” ha un solo modo per far arrivare il promemoria in farmacia: stamparlo su carta e consegnarlo al paziente. E’ quanto ribadisce Federfarma nella circolare diffusa ieri per stigmatizzare i sempre più frequenti casi di medici che trasmettono il promemoria via mail, direttamente alla farmacia.  La Federazione, in particolare, cita l’ultima Relazione al Parlamento dell’Autorità garante per la privacy, presentata dieci giorni fa dal presidente Antonello Soru. Nel documento, infatti, l’Authority riporta di aver ricevuto nell’ultimo anno «numerose richieste di chiarimenti in merito alle modalità di consegna del promemoria all’assistito, con particolare riferimento alla possibilità di utilizzare modalità alternative a quella cartacea». In riposta, il Garante ricorda quanto dettato dal decreto ministeriale 2 novembre 201: «il medico prescrittore» si legge all’articolo 1 «rilascia all’assistito il promemoria cartaceo della ricetta elettronica secondo il modello riportato nel disciplinare tecnico Allegato 2. Su richiesta dell’assistito, tale promemoria può essere trasmesso tramite i canali alternativi di cui all’Allegato 1».


 L’allegato, tuttavia, rimanda l’incombenza a successivi interventi: il paragrafo 4.1, infatti, specifica che «potranno essere resi disponibili ulteriori canali per accedere ai servizi di cui al presente disciplinare, in modo particolare per la fruizione del promemoria da parte degli assistiti. Il Sac (cioè Sogei, ndr) renderà noti tali canali e le relative modalità di fruizione attraverso il sito del ministero dell’Economia e delle finanze (www.sistemats.it)».

Conclusione? «Allo stato attuale» scrive ancora l’Authority «le modalità alternative non sono state ancora individuate», ma il Garante resta comunque disponibile «ad avviare un confronto con le amministrazioni istituzionali al fine garantire che il trattamento dei dati personali degli assistiti avvenga nel rispetto della dignità e della riservatezza dell’interessato». Ne consegue, osserva Federfarma in chiusura, che se qualche Regione volesse «individuare nuove modalità d’invio, dovrebbero collaborare con il Garante» per garantire la sicurezza dei flussi dati, la cui sensibilità è facilmente immaginabile.

 

 

fonte: federfarma

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