Veneto, per l'ecofarmacia c'è un controsondaggio di Federfarma

Redazione DottNet | 10/07/2016 15:14

A Treviso tre farmacie su quattro riscontrano eccedenze o mancanze nella corrispondenza tra bollini sul registro e farmaci erogati

E’ duello a colpi di sondaggi, tra Regione Veneto e Federfarma, sul gradimento che il progetto Ecofarmacia per l’abolizione del promemoria cartaceo sta riscuotendo tra i titolari impegnati nella sperimentazione. La prima stoccata l’aveva inferta una decina di giorni fa Arsenàl, la società di servizi informatici della Regione, con un’indagine su 82 delle 97 farmacie campione dalla quale emergeva un evidente gradimento per il sistema in sperimentazione: solo il 7% trova complicata la gestione del registro fustelle (dove andranno attaccati i bollini una volta eliminato il promemoria) e solo il 18% nega miglioramenti nella tariffazione mensile, anche se più di un terzo (il 34%) denuncia che ora il lavoro «è più complesso».

Poco convinte dai risultati, Federfarma Veneto e Promofarma hanno organizzato
nei giorni successivi un “controsondaggio” flash che ha poi recapitato alla Regione: campione più ristretto per ragioni di tempo (34 farmacie: 22 di Verona, 8 di Venezia e 4 di Treviso), ma domande più puntuali e mirate. Risultato, a Treviso tre farmacie su quattro dichiarano di avere riscontrato eccedenze o mancanze nella corrispondenza tra bollini attaccati sul registro e farmaci erogati, a Verona invece nessuna; a Venezia sette farmacie su otto ritengono che in assenza del promemoria cartaceo i controlli di eventuali errori siano più problematici, a Verona pensano il contrario 16 farmacie su 22.

Il “controsondaggio” è stato consegnato alla Regione mercoledì, nell’ultima seduta del Tavolo tecnico dove farmacie e parte pubblica stanno trattando i progressi del progetto. I rappresentanti regionali hanno confermato di voler passare appena possibile alla fase 2 della sperimentazione, che prevede l’eliminazione definitiva del promemoria; hanno però ammesso di avere qualche problema sulla lettura ottica delle targhe e ventilato la rinuncia della soluzione call center come opzione di emergenza in caso di offline del Sar. Federfarma, dal canto suo, ha confermato la propria disponibilità a collaborare ma soltanto se c’è la sicurezza che il nuovo sistema non comporti aggravi per le farmacie. «E oggi» spiega il presidente di Federfarma Veneto, Alberto Fontanesi «questa garanzia noi non ce l’abbiamo. Anzi, ci pare evidente che allo stato attuale il sistema senza promemoria non si sostiene». Intanto, il sindacato è comunque riuscito ad avere dalla Regione l'impegno a mettere nero su bianco, in un protocollo d'intesa, i contenuti del progetto una volta che si dovesse partire. Progetto sul quale, peraltro, continua a pendere il ricorso al Tar presentato un mese fa circa da Federfarma Belluno. E finché non si arriverà a sentenza, la parte pubblica non arrischierà accelerazioni.

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