Al via il tavolo sull'assistenza primaria e domiciliare

Redazione DottNet | 10/07/2016 17:47

Lorenzin, è un settore strategico per cure a pazienti più svantaggiati

Si è insediato  il tavolo di lavoro istituito dal ministro della salute, Beatrice Lorenzin, per l'elaborazione di proposte finalizzate alla riorganizzazione dell'assistenza primaria e, in particolare, dell'assistenza domiciliare integrata.

L'obiettivo, si precisa in una nota, ''è quello di procedere all'adozione sperimentale di modelli di partenariato pubblico-privato per la presa in carico integrata dei bisogni 'complessi' di assistenza domiciliare sociosanitaria, in particolare delle persone anziane e dei soggetti affetti da patologie cronico-degenerative e disabilità''. Al suo esordio il Tavolo, presieduto dal ministro, ha visto la partecipazione di diverse associazioni operanti nel settore, quali: la Confcooperative Federazione Sanità, la Legacoop, il Consorzio Sanità, la Federsanità ANCI e l'Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale. Il progetto del ministro, condiviso dai componenti del Tavolo, è quello di pervenire, in tempi brevi, a proposte normative di riorganizzazione dell'assistenza domiciliare integrata, che siano studiate e costruite ascoltando gli operatori del settore per poter essere condivise con le regioni e le province autonome, tenendo conto delle concrete esigenze del territorio e dei pazienti. Ciò in coerenza con quanto già previsto dal Patto per la salute per gli anni 2014-2016, che mira a promuovere una più adeguata distribuzione delle prestazioni assistenziali domiciliari e residenziali rivolte ai malati cronici non autosufficienti.

''L'assistenza domiciliare integrata - ha sottolineato Lorenzin - costituisce, senza dubbio, un settore strategico per le cure ai pazienti particolarmente svantaggiati e in situazioni di debolezza, che devono poter contare su un servizio sanitario che sia in grado di garantire elevati standard di assistenza in modo uniforme sull'intero territorio nazionale. Non possiamo più permetterci 21 modelli diversi di assistenza sanitaria e domiciliare, ne va dell'effettività del diritto alla salute dei cittadini''.