Convenzione Mmg, accolte le richieste dei medici: sì a nuovo documento

Medicina Generale | Redazione DottNet | 12/07/2016 20:21

Ma si fa più aspra la spaccatura tra sindacati: la Fimmg chiede un tavolo separato. Fioccano le polemiche

La riunione di ieri per il rinnovo della convenzione ha fatto fare un (importante) dietro front alla Sisac che, entro la fine di settembre, presenterà un nuovo documento. Sono state dunque accolte le osservazioni dei sindacati, indicazioni che saranno ulteriormente affinate in occasione del prossimo incontro del 19 luglio.

Ma si registra ancora una volta una spaccatura con la Fimmg. Ecco la spiegazione del sindacato guidato da Milillo: “Appare paradossale, e ai limiti del tragicomico, quello a cui si sta assistendo per la negoziazione dell’ACN della Medicina Generale. Nell’ambito del serrato confronto di stamani FIMMG ha illustrato e sostenuto le principali criticità contenute nella bozza di parte  pubblica che la rendono inemendabile e ha proposto un metodo di lavoro  funzionale ad una riscrittura dell’articolato che muovesse da un  ulteriore approfondimento delle proposte delle OOSS da parte della  SISAC”. “A fronte di una posizione condivisa – si legge nella nota - sul metodo da praticare per il  proseguo delle trattative, proposta da FIMMG, accettata da SISAC e  apparentemente anche dalle altre OOSS presenti al tavolo di trattativa  odierno, si assiste a distanza di poche ore all’espressione di  posizioni contradditorie da parte di una sigla sindacale”
 

“Come sempre – continua il documento -abbiamo sostenuto, e come testimonia nella storia delle trattative il rapporto non sempre coerente tra Atto di Indirizzo e conseguente ACN quale effetto della negoziazione, non ci interessano  le polemiche su uno strumento di parte pubblica ma ci interessa invece  operare per il risultato finale, ovvero l’ACN che sarà firmato. E’ ormai evidente a tutti che la modalità di confronto, in particolare  di una sigla sindacale, è pretestuosa e improduttiva. Pertanto FIMMG  ha già avanzato formalmente alla SISAC la richiesta di un tavolo  sindacale separato per consentire alla trattativa di procedere  concretamente senza perdersi in polemiche strumentali, necessarie a  coprire l’assenza di contenuti e di un progetto che dia futuro alla  Medicina Generale”


“Appare evidente, - aggiunge il testo della Fimmg - anche dai dati dell’Ente di previdenza citati ieri al tavolo di trattativa, che la Medicina Generale italiana ha la  necessità impellente di un ACN che affronti le tematiche del ricambio  generazionale, risolva il problema occupazionale e di precarietà  gravescente legata ad un aumento delle uscite e a una riduzione dei  soggetti aventi diritto all’entrata. Rimane inoltre necessario un  intervento non più rimandabile che crei uno sviluppo delle cure  primarie a partire dalla Medicina Generale con l’aumento della sua  autonoma capacità organizzativa e della intensità assistenziale,  entrambe adeguate alle variazioni delle esigenze dei nostri pazienti  nei prossimi anni (Long Term Care, cronicità, fragilità, nuovo modello  di continuità dell’assistenza”.


“Infine, prendiamo con dispiacere atto delle affermazioni di del coordinatore Pomo, che pur auspicando lo streaming delle  trattative ne ha dichiarato l’impossibilità realizzativa per vincoli  legislativi: i medici di medicina generale avrebbero il diritto di  constatare direttamente l’incoerenza di chi in conferenza stampa  sconfessa quanto poco prima affermato in trattativa, compresa la  disponibilità dichiarata a confrontarsi sui temi specifici dell’Atto  di indirizzo che si sono sempre contestati”, conclude il documento.
 

Noi abbiamo ribadito le nostre posizioni - ha detto il segretario della Fimmg,Giacomo Milillo -  e la Sisac ha accettato di riscrivere articolato”.  “Durante la riunione – ha precisato Milillo – non si è esaminata la bozza ma si è convenuto su un metodo di lavoro  che prevede che nella prossima riunione fissata per il 19 luglio ogni sindacato presenti ciascuno un modello di accordo. La Sisac prenderà appunti e verificare con le Regioni eventuali modifiche all’articolato”.
 
“Certamente – ha commentato Milillo – la riunione con la Sisac è stata positiva e conferma la volontà della Struttura di venire incontro alle nostre richieste. Purtroppo in questi mesi abbiamo notato una contraddizione tra detto e scritto e pensiamo per questo che vi siano delle resistenze regionali. Per noi la nuova convenzione dev’essere un contratto firmato da due parti che devono stare sullo stesso piano: diritti e sanzioni devono esserci per tutti. E  in questo senso crediamo per esempio che ci sia un’eccessiva invasività del regolamento delle AFT (così come impostato) che limita l’autonomia professionale del medico nel raggiungimento degli obiettivi”.

L’apertura della Sisac è stata valutata positivamente anche dallo Snami. “Ci rivedremo nuovamente fra una settimana – ha commentato Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami - in un incontro in cui i Sindacati porteranno le loro proposte in riferimento soprattutto al ruolo unico, le Aft, il ruolo giuridico del medico  e i procedimenti disciplinari,in seguito verrà rimodulato l’articolato e ci si aggiornerà a dopo l’estate. I nostri punti irrinunciabili già ribaditi in più occasioni saranno sostanzialmente basati su alcune tematiche di fondo che la parte pubblica deve formalizzare:chi fa e cosa fa ,non perdere ore e posti di lavoro,la tutela delle nuove generazioni mediche. Nello specifico non ci devono essere sovrapposizioni di mansioni in seno al ruolo unico, cioè tutti non devono fare tutto, ma medici a quota oraria, l’ex continuità assistenziale, e medici a quota capitaria devono collaborare per l’erogazione delle cure territoriali alla luce di una codifica ben precisa, a prova di interpretazioni,sulle mansioni lavorative. La parte pubblica deve formalizzare tutti questi passaggi nell’acn anche per evitare che regioni ed aziende sanitarie diano poi ‘sfogo ad una estrosa  e per noi penalizzante libera interpretazione’”.
 
“E’ scontata – ha proseguito Testa - ma va formalizzata, la non perdita di ore e posti di lavoro per la continuità assistenziale .E’ chiaro che per lo Snami sia pregiudiziale che l’accesso alle cure primarie del prossimo futuro vada mantenuto per chi ha i titoli ,cioè la formazione specifica o l’equipollenza. Per questo chiediamo che venga normata la possibilità che i giovani medici possano essere formati anche fuori borsa, perché si libereranno circa 25-30 mila posti di lavoro nei prossimi anni e rischiamo, sarebbe veramente paradossale, di avere una carenza di Medici o figure estranee al territorio farsi avanti. In buona sostanza un accordo collettivo nazionale in cui siano ben esplicitati i punti irrinunciabile dello Snami”.
 
Soddisfatta anche il segretario generale Smi, Pina Onotri, che ha accolto postivamente la disponibilità del presidente della Sisac, Vincenzo Pomo, a raccogliere nuove riformulazioni della bozza di convenzione, tuttavia, aggiunge: “Per non finire nei prossimi mesi nelle aule dei tribunali - spiega - rimane la richiesta di prendere in seria considerazione il parere giuridico che traccia chiaramente i profili di illegittimità dell'Atto di indirizzo, redatto dai professori di Istituzioni di diritto Pubblico, Carlo Colapietro e Antonio Iannuzzi, dell'Università degli studi di Roma Tre. La continuità assistenziale e l'emergenza hanno percorsi e finalità diverse anche se sinergiche. Lo stabiliscono all'interno di una organizzazione di servizi sul territorio h24, tanto la legge Balduzzi, quanto il Patto per la Salute. L'h16 e lo smantellamento della guardia medica notturna è da ritirare. Consegneremo le conclusioni del parere alla Sisac la prossima settimana. L'invito è che la Sisac intervenga chiedendo alla Conferenza delle Regioni che si riveda il documento, uniformandolo alla legislazione vigente. Non solo: andiamo alle risorse che non ci sono. Non possiamo in questa ottica non tener presente della recente sentenza della Corte costituzionale che ha ritenuto illegittimo il blocco dei contratti e quello retributivo, ribadendo che non vi può essere un rinnovo ad isorisorse. Questa impostazione è da applicare anche ai medici convenzionati”.

Per Luigi De Lucia, vice segretario generale Smi, va precisato che "Innanzitutto, il risultato del referendum di ottobre potrebbe cambiare la legislazione concorrente con le regioni e le competenze in materia di sanità delle Regioni. Non si può omettere un passaggio importante come questo, dal punto di vista politico per il Ssn. Poi: quante ore di assistenza con questa bozza di convenzione verranno decurtate e/o rimodulate e quanti posti di lavoro compromessi? Partendo dal Patto della Salute, sarebbe opportuno esplicitare quali finanziamenti reali e aggiuntivi vi siano sul tavolo per la ristrutturazione del sistema delle cure primarie e che incremento retributivo del lavoro previsto per i medici?"

Per lo Smi  “ rimane, inoltre, una forte contrarietà a un articolato che nasconde tra le righe la deprofessionalizzazione del lavoro medico, la gerarchizzazione di un rapporto libero professionale, con intenti chiaramente punitivi per l’intera categoria, la contrazione dell’offerta assistenziale pubblica e lo scadimento della sua qualità creando confusione di competenza tra continuità dell'assistenza e 118”.

Infine,  il sindacato sottolinea, come sia “di particolare rilievo la questione del finanziamento, che non può essere surrettiziamente ricavato nelle pieghe del riparto del FSN solo attraverso uno spostamento dei fondi da altri servizi e con evidenti sperequazioni tra regione e regione.
Inoltre, non è accettabile che con il nuovo sistema retributivo previsto, si stia programmando nel tempo, con il pensionamento dei medici più anziani e una rilevante contrazione della retribuzione. contrattuale dei medici di medicina generale e che le uniche risorse disponibili provengano dalla contrazione del numero di occupati in continuità assistenziale”.


Fonte: fimmg, snami, smi, QS

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