Brexit: sono 3.400 i farmacisti 'stranieri' europei in Gb

Redazione DottNet | 13/07/2016 15:14

L'ordine inglese li incoraggia a restare in Inghilterra

Sono poco più di 3.400 i farmacisti provenienti dai 28 Paesi dell'Unione europea e dai tre dell'Efta (Islanda, Liechtenstein e Norvegia), registrati al General pharmaceutical council (Gphc), l'ente di autogoverno dei farmacisti britannici. Su un totale di 52mila iscritti, sono pari al 6,6%. Nel dopo Brexit ci si chiede ora se formazione e aggiornamento dei farmacisti rimarranno agganciati agli standard europei anche dopo l'uscita del Regno Unito dall'Unione. A segnalarlo è Federfarma sul suo sito.

''E' troppo presto per capire se e quali saranno le conseguenze del referendum del 23 giugno - ha commentato un portavoce del Gphc al Pharmaceutical Journal - Per il momento restano in vigore gli attuali accordi, compresi quelli relativi ai laureati in farmacia provenienti dai Paesi Ue, che praticano la professione o stanno seguendo programmi di formazione nel Regno Unito. E così sarà fino a quando le norme non verranno modificate''. Rassicurazioni arrivano anche dalla Royal pharmaceutical society (Rps), che in una nota incoraggia farmacisti e ricercatori stranieri a restare in Inghilterra e continuare il proprio lavoro in tutta serenità. La Società, dice il comunicato, ''farà di tutto perché questi professionisti continuino a sentirsi ben accetti non solo nella Rps, ma anche nelle farmacie del territorio, nelle università, negli ospedali, nell'industria farmaceutica e negli altri settori della sanità''. 

 

fonte: federfarma