Nuovi Lea, ecco come funzioneranno. Niente limiti alle ricette

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 14/07/2016 19:51

Ci sono anche 110 patologie rare, malattie croniche invalidanti, celiachia. Introdotti i nuovi vaccini

Il contestato decreto 'taglia-esami' lascia il posto al senso di responsabilità del medico e a un maggior dialogo col paziente. Arriva a un felice epilogo la vicenda che, nei mesi scorsi, ha attirato polemiche e critiche, tanto da parte dei cittadini che dei medici. La novità, frutto di un lavoro condiviso tra ministero della Salute e professionisti, è prevista nei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) (clicca qui per scaricare le slide del ministero), su cui, specifica il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, "abbiamo avuto il consenso informale del Mef e aspettiamo a ore la nota ufficiale".

 

Oltre a una gamma di nuove prestazioni a cui i cittadini potranno accedere, i nuovi Lea introducono novità sul 'Decreto Appropriatezza', approvato a dicembre scorso con l'obiettivo di limitare le prescrizioni inutili. "Nato con l'obiettivo di creare una cultura diversa che permettesse di responsabilizzare i professionisti nel prescrivere in modo appropriato, - ha spiegato Lorenzin - non ha dato i risultati sperati". Con i nuovi Lea, "abbiamo superato quel provvedimento". Non solo non ci saranno sanzioni, come già previsto da una delle modifiche introdotte in questi mesi, ma viene ribadita la libertà di prescrivere secondo necessità e coscienza.

 

"Il medico potrà continuare a prescrivere tutto quello che riterrà necessario alla tua salute": ribadisce un manifesto ad hoc che verrà diffuso negli studi medici per informare i cittadini del cambiamento. Se non è un dietro front poco ci manca. Ma, di fatto, il tema dell'appropriatezza resta. Si introduce infatti, "un regime prescrittivo concordato con medici e società scientifiche basato sul senso di responsabilità", ha spiegato Lorenzin. Non ci sarà però l'obbligo di note in ricetta da parte del medico, bensì solo l'indicazione del quesito diagnostico. Non ci sarà un monitoraggio della singola prescrizione ma dell'operato complessivo dei prescrittori. Inoltre nel mirino non ci sarà più un ampio paniere di 200 prestazioni 'a rischio inappropriatezza', ma un gruppo ristretto, per lo più relativo a test genetici.

 

L'accordo, sottolinea Lorenzin "inaugura un nuovo metodo di lavoro insieme alle categorie coinvolte" e garantisce "libertà di prescrizione ma con un occhio alla sostenibilità del sistema". Si ritorna, sottolinea Roberta Chersevani presidente della Federazione ordini dei medici (Fnomceo), "a un'autonomia che deve avere vincoli e dimostrare la responsabilità di una categoria. Il medico potrà continuare a prescrivere perché preoccupato della salute del proprio assistito ma è importante tenere conto di evidenze scientifiche e regole". Fondamentale, poi, aggiunge, "è la comunicazione e la relazione col paziente. L'informazione è centrale nel nostro lavoro perché il paziente che viene messo a conoscenza delle motivazioni può più facilmente accettare un sì o un no da parte del medico".

 

"Prendiamo anche favorevolmente atto - è il commento del segretario della Federazione dei medici di famiglia (Fimmg), Giacomo Milillo - della decisione di abbandonare la chimera della 'appropriatezza prescrittiva' che proponeva in realtà un modello di medicina amministrata antitetica ai progressi della ricerca, sempre più orientata alla personalizzazione delle cure".

 

Fecondazione assistita, nuovi vaccini, screening alla nascita, esenzione dal ticket per chi soffre di endometriosi. Queste e moltissime altre prestazioni dovranno essere garantite su tutto il territorio italiano secondo quanto previsto dal dpcm sui nuovi Livelli essenziali di Assistenza (Lea), che attende in queste ore il via libera del Mef. Quanto all'autismo, rassicura il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, "le famiglie possono stare sicure, il documento recepisce integralmente la legge 134 del 2015", che prevede diagnosi precoce, cura e trattamento individualizzato, integrazione nella vita sociale e sostegno per le famiglie.

 

I nuovi Lea, che non si aggiornano da ben 15 anni, vanno incontro ai malati rari, assegnando un codice che da' diritto all'esenzione dalla partecipazione alla spesa a 110 PATOLOGIE RARE precedentemente escluse dalla lista, tra cui miastenia grave e sclerosi sistemica progressiva. "Solo per quello che è stato fatto sulle malattie rare si ottiene un risultato che vale un'intera legislatura", ha commentato Lorenzin. Viene rivisto anche l'elenco delle MALATTIE CRONICHE e invalidanti, con l'introduzione di 6 patologie esenti da ticket, tra cui Broncopneumopatia ostruttiva, sindrome da talidomide, rene policistico ed endometriosi. Solo per quest'ultima si stimano circa 300mila esenzioni. La celiachia passa invece dall'elenco delle malattie rare a quelle croniche. Molto si investe in prevenzione con il recepimento del nuovo Piano Vaccinale che introduce NUOVI VACCINI, come l'anti Pneumococco, l'anti Meningococco e l'anti Varicella, ed estende quello per il Papillomavirus anche agli adolescenti maschi.

 

Previsti anche SCREENING alla nascita per individuare con anticipo eventuale sordità e cataratta congenita così come una quarantina di malattie metaboliche ereditarie. Il testo aggiorna il NOMENCLATORE DELLA SPECIALISTICA AMBULATORIALE, fermo al 1996, introducendo, ad esempio, quelle per la procreazione medicalmente assistita, sia omologa che eterologa, finora erogate in regime di ricovero ospedaliero. Prevede inoltre prestazioni di genetica e l'anestesia epidurale. Attesissimo anche il previsto aggiornamento del NOMENCLATORE PROTESICO fermo al 1999, che vede introdurre, negli elenchi dei dispositivi, ausili informatici e di comunicazione, come quelli per i malati di Sla, ma anche apparecchi acustici digitali e carrozzine a tecnologia avanzata. Per far spazio alle nuove prestazioni, alcune di quelle precedentemente previste sono state escluse poiché obsolete. Per Lorenzin, "è l'inizio di una nuova fase e, come tutte le nuovi fasi, è migliorabile". Ma, conclude, "per modificarlo non occorreranno altri 15 anni, perché potrà essere aggiornato di continuo".

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