Crediti Ecm, per gli inadempienti il traguardo è il 31 dicembre

Redazione DottNet | 17/07/2016 20:02

La normativa riguarda i medici competenti. Per gli altri controlli in arrivo

Il 30 giugno scorso è scaduto l'ultimo termine di "recupero crediti ECM", e sicuramente non ci saranno altri rinvii. Adesso per gli inadempienti il traguardo più prossimo è quello del 31 dicembre 2016. Poi c'è la cancellazione definitiva. Questo per i medici competenti. E gli altri? C'è chi paventa inaspriti controlli (lo ha detto a chiare lettere il Ministro Lorenzin) e la creazione nel 2017 di una black-list dei sanitari (medici e non) che sono ben lontani dall'aver concluso il loro obbligo annuale


Insomma, tempi difficili per tutti i professionisti che in questi anni hanno evaso l'obbligo ECM. E non si tratta di numeri piccoli, se è vero che una alta percentuale (oltre il 40%) abbia sistematicamente dal 2014 ad oggi omesso la partecipazione a corsi di aggiornamento sia residenziali che a distanza nel rispetto della legge in merito all'aggiornamento professionale. In pratica si tratta di un "illecito disciplinare" ed il rischio sempre più concreto è di venire sanzionati direttamente dagli Ordini. Eppure i segnali di un cambiamento erano già nell'aria: ben oltre 6000 medici competenti nell'anno 2015 sono stati depennati dall'albo nazionale "medici competenti" perdendo una importante qualifica professionale. L'Albo è pubblico e le imprese che li contattano possono ancora oggi verificare se il professionista ha mantenuto il suo status giuridico o lo ha perso definitivamente.

Note storiche sulla normativa sanzionatoria ECM


Anno 2011: Nella manovra del governo Monti (e nel precedente DPR n.138 del 13 agosto 2011, art. 3) si stabilì cheentro il 13 agosto 2012 tutti gli ordini professionali interessati, e quindi gli Ordini dei medici chirurghi e quelli delle professioni sanitarie non mediche, avrebbero dovuto fissare le sanzioni da applicare a chi non avesse acquisito in un anno i 50 crediti ECM necessari per soddisfare l’obbligo formativo.


Anno 2014: Con la approvazione del nuovo Codice deontologico (18 Maggio 2014) all'art. 19 (Aggiornamento e formazione professionale) si legge: Il medico nel corso della sua vita professionale persegue l'aggiornamento costante e la formazione continua. per lo sviluppo delle conoscenze e delle competenze professionali tecniche e non tecniche favorendone la diffusione ai discenti ed ai collaboratori. Il medico assolve gli obblighi formativi. L'Ordine certifica agli iscritti ai propri Albi i crediti acquisiti nei percorsi formativi e ne valuta le eventuali indempienze.
Anno 2015: A seguito di ripetute inadempienze nel conseguimento dei credito formativi sono stati depennati dall'Albo nazionale medici competenti ben 6500 medici iscritti.


Anno 2016 Maggio:  Approvata nell'aula del Senato la nuova legge che modernizza la Sanità e riforma il suo impianto professionale. Fra i tanti articoli: quello relativo alla verifica che gli Ordini dovranno fare sull'aggiornamento continuo dei loro iscritti.


Anno 2016 Giugno: il ministro della Salute B. Lorenzin nel corso di una conferenza pubblica organizzata fra gli altri anche da Consulcesi, afferma che è in arrivo una indagine su chi omette di eseguire i corsi ECM. Viene ventilata come probabile la proposta di obbligare i medici ad esporre nel proprio ambulatorio, studio, etc. la certificazione di avvenuto aggiornamento ECM.


Fonte ecmfad, informazione.it