Da oggi le prove per la specializzazione. Ma i ricorsi sono in agguato

Redazione DottNet | 18/07/2016 19:38

I candidati sono 13.802, suddivisi in 449 aule, per un totale di 15.448 postazioni informatiche. Ecco il calendario delle prove

Inizia oggi il concorso nazionale per l'accesso alle Scuole di Specializzazione in Medicina. I candidati sono 13.802, suddivisi in 449 aule, per un totale di 15.448 postazioni informatiche messe a disposizione per lo svolgimento delle prove che si terranno nell'arco di quattro giorni. I contratti di formazione specialistica a disposizione sono 6.725, di cui 6.000 finanziati dallo Stato.

"Sulle Specializzazioni Mediche - ricorda il ministro Stefania Giannini - c'è stato un impegno importante da parte del Governo per ridurre la forbice tra laureati e posti nelle scuole. Quando ci siamo insediati, partivamo da una base di 3.300 contratti che siamo poi riusciti a portare a 5.000. Lo scorso anno partivamo da poco più di 4.000 e, grazie allo sforzo di questa Amministrazione, siamo riusciti a garantirne 6.000. Quest'anno, con la legge di Stabilità, abbiamo messo risorse per fare in modo che il numero di contratti statali d'ora in poi non possa essere inferiore a 6.000 all'anno".

Il calendario delle prove:

prima parte comune a tutte le tipologie di Scuola: oggi

seconda parte - Scuole di AREA MEDICA: 20 luglio.
seconda parte - Scuole di AREA CHIRURGICA: 21 luglio.
seconda parte - Scuole di AREA DEI SERVIZI CLINICI 22 luglio.

La prova d'esame consiste nella soluzione di 110 quesiti a risposta multipla: 70 comuni a tutti i candidati, 30 specifici per ciascuna Area, 10 specifici per tipologia di Scuola. Le graduatorie saranno pubblicate giovedì 11 agosto 2016 sul sito riservato alle Specializzazioni a cui si accede da www.universitaly.it. L'ultimo scorrimento delle graduatorie quest'anno avverrà entro il 26 ottobre 2016.

«Appena 335 contratti in più restano insufficienti quando ci sono in media oltre 14mila candidature per quelli che ora sono diventati 6718 posti. E poi le modalità di svolgimento della prova sono rimaste invariate. Tutto lascia pensare che, anche quest’anno, l’accesso alle Scuole di Specializzazione in Medicina  comporterà una nuova ondata di ricorsi». Consulcesi Group sta portando avanti da anni una battaglia per rivedere i criteri d’accesso sia alle università, con un secco “no” al sistema del Numero Chiuso, sia alle Scuole di Specializzazione. «Grazie ai ricorsi abbiamo permesso a migliaia di giovani, in tutti questi anni, di ribaltare l’esito di test viziati da forti irregolarità – spiega Consulcesi –. Ma proprio le numerose riammissioni in sovrannumero rappresentano, comunemente, una forte problematica per il sistema, oltre ad essere un lampante segnale di una stortura “all’italiana” alla base dell’ennesima situazione discriminatoria per i nostri medici rispetto agli altri colleghi europei».

Appoggiando le proteste in piazza e dando vita a diverse iniziative, Consulcesi ha chiesto in più occasioni al MIUR di poter portare il proprio contributo ai tavoli istituzionali per rivedere meccanismi che al momento generano dissenso tra aspiranti specializzandi e finiscono, appunto, per alimentare il ricorso alla giustizia con un ulteriore  appesantimento del lavoro di tribunali già ingolfati.

«Il Ministero dell’Istruzione continua ad essere sordo di fronte a proteste e proposte – dichiara Consulcesi Group – ed allora ai giovani medici non resta che approcciare la prova non solo con una preparazione adeguata, ma anche con tutte le accortezze da seguire per potersi tutelare sia durante che dopo l’esame. Le modifiche apportate al concorso dello scorso anno, dopo il “pasticcio” del Cineca nel 2014, non sono bastate a garantire la totale regolarità del successivo test. Così, anche nel 2015, ci sono stati numerosissimi ricorsi per svariate motivazioni: anomalie al software, computer privi di tastiera, controlli deficitari e mancata schermatura delle aule per rendere impossibile l’accesso ad internet ai numerosi candidati scorretti che potrebbero essere tra gli ammessi a discapito di chi aveva effettuato le prove in modo lecito e regolare. In aggiunta, sono state verificate delle anomalie anche nelle domande sottoposte ai candidati: ad esempio, nel test erano presenti quesiti riconducibili all’area pre-clinica, quando il bando, invece, non le prevedeva».