Il farmaco per 'pazienti senza sole' sarà distribuito a Roma

Redazione DottNet | 21/07/2016 16:20

L'Aifa aveva denunciato l'ostruzionismo da parte dell'azienda per i prezzi troppo alti

L'afamelanotide, l'unico farmaco in grado di garantire una vita normale ai pazienti con protoporfiria eritropoietica, che altrimenti non possono esporsi al sole, sarà distribuito dagli Ifo, Istituti Regina Elena e San Gallicano, ai pazienti del Lazio e delle altre regioni. Lo annunciano gli stessi Ifo in un comunicato. Proprio ieri l'Aifa ha annunciato che il farmaco è finito nella fascia C, quella non rimborsabile dal Ssn, perchè l'azienda produttrice chiede un prezzo quattro volte più alto di quanto stabilito inizialmente. "Ora, grazie al grande impegno della Direzione Generale degli IFO, Istituti Regina Elena e San Gallicano, e della Regione Lazio si è ottenuto di poter ordinare l'impianto, presso il San Gallicano, per i 21 pazienti residenti in Regione - si legge nella nota -. Ma non solo, la Regione Lazio ha autorizzato, in seguito ad accordo con altre Regioni, anche il trattamento di pazienti fuori regione". Già questa mattina, precisano gli Ifo, il primo paziente ha potuto ricevere l'impianto del farmaco. In totale sono 140 le persone con la malattia in Italia. Nell'intento di risolvere il problema del blocco del farmaco il Commissario Straordinario degli istituti Marta Branca ha promosso dall'inizio di quest'anno riunioni all'AIFA. "L'associazione dei pazienti affetti da EPP - dichiara Branca - ha anche svolto un ruolo determinante nell'informare tutti i pazienti residenti nelle varie regioni sui loro diritti e nel creare un coordinamento. Oggi, dopo tanto affanno e grazie al supporto della Regione Lazio, possiamo dichiarare di aver vinto la battaglia, potendo nuovamente somministrare ai nostri pazienti il farmaco salva - qualità di vita".

L'azienda che produce Scenesse, il farmaco per i 'pazienti senza sole', affetti cioè da protoporfiria eritropoietica, una malattia rara che causa gravi sintomi cutanei di fotosensibilità, impone un prezzo troppo alto, e quindi la terapia verrà messa dall'Aifa in fascia C, quella di non rimborsabilità da parte del Ssn. Lo afferma la stessa Agenzia del Farmaco in un comunicato. "Nonostante l'impegno dell'AIFA a garantire ai pazienti affetti da questa patologia rara la disponibilità del farmaco in fascia di rimborsabilità e dunque pari opportunità di accesso su tutto il territorio nazionale, l'Azienda, anche in sede di negoziazione, ha tenuto un atteggiamento ostruzionistico, chiedendo un prezzo da tre a quattro volte superiore rispetto a quello a cui finora è stato venduto il medicinale al SSN - scrive l'agenzia -, rendendo molto oneroso l'eventuale acquisto del farmaco da parte delle Aziende sanitarie. Pertanto, il Comitato Prezzi e Rimborso, a causa dell'impossibilità di raggiungere un accordo sul prezzo e tenuto conto del parere espresso dalla Commissione Tecnico Scientifica nella riunione del 13 giugno 2016 che ha evidenziato un minimo vantaggio clinico del farmaco rispetto al placebo e assenza di modifiche significative della qualità della vita, si è visto costretto a classificare Scenesse in fascia di non rimborsabilità da parte del SSN (fascia C in regime di fornitura solo ospedaliero)".

Il farmaco, spiega il comunicato, sarà comunque disponibile e potrà essere acquistato dalle Aziende sanitarie delle singole Regioni. La questione era stata oggetto di una petizione da parte dei pazienti su change.org che aveva superato le diecimila firme, che specificava come Scenesse sia l'unico farmaco che permette ai pazienti una vita normale.

 

fonte: aifa