Allo studio un vaccino per prevenire diabete e aterosclerosi

Redazione DottNet | 21/07/2016 16:44

In Italia i primi test sugli animali, si apre una nuova via

Si potrebbero prevenire alcune malattie metaboliche, come l'aterosclerosi o il diabete di tipo 2, 'vaccinando' l'organismo contro alcuni batteri che si accumulano in eccesso nell'intestino quando si ha una dieta ricca di grassi. La scoperta è stata condotta su modelli animali da ricercatori dell'Ospedale San Raffaele di Milano in collaborazione con l'Università degli Studi dell'Insubria, ed è stata appena pubblicata su Scientific Report. A coordinare il lavoro sono stati i professori dell'Università Vita-Salute San Raffaele Massimo Clementi e Roberto Burioni, e il ricercatore dell'Università dell'Insubria Filippo Canducci.

 

Secondo gli esperti, lo studio "in futuro potrebbe avere importanti ricadute per la prevenzione di queste malattie nell'uomo". Nel dettaglio, i ricercatori hanno indagato il complesso equilibrio tra la flora batterica intestinale e il sistema immunitario dell'organismo che la ospita. "È noto da tempo che la dieta occidentale, ricca di grassi e povera di fibre, altera la flora batterica, favorendo la crescita di determinati batteri e sfavorendone altri. Alcuni di questi batteri però, se presenti in sovrannumero attivano il sistema immunitario dell'organismo, avviando così il processo di infiammazione e favorendo l'insorgenza di malattie metaboliche e cardiovascolari".

 

La soluzione proposta dai ricercatori è quindi quella di "immunizzare l'organismo verso questi batteri in sovrannumero, aiutandolo a produrre quei globuli bianchi che modulano la risposta immunitaria e riducendo così il processo infiammatorio". In laboratorio, gli animali vaccinati in questo modo hanno mostrato "ridotti livelli di infiammazione, meno zucchero nel sangue e una progressione più lenta delle placche aterosclerotiche". Questo risultato, conclude Canducci, "apre una via di studio veramente nuova e rappresenta il primo passo verso la messa a punto di vaccini volti a ridurre le conseguenze nocive di una cattiva alimentazione".

 

Fonte: ansa

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