Sisac: in Senato le precisazioni sulla convenzione Mmg

Redazione DottNet | 21/07/2016 20:12

Il coordinatore Vincenzo Pomo ha chiarito in Commissioni gli aspetti dell'accordo

Il coordinatore della Sisac Vincenzo Pomo nella sua audizione in commissione Igiene e Sanità frena e conferma che “Non si è ipotizzato in alcun modo lo smantellamento degli attuali punti di continuità assistenziale”. La precisazione dopo le polemiche dei giorni scorsi sul futuro della medicina generale anche alla luce delle recenti spaccature sindacali.  Pomo ha quindi illustrato le bozze di accordo collettivo nazionale per la medicina generale e per la pediatria di libera ricordando che “a realizzazione del ruolo unico tra medici di assistenza primaria e medici di continuità assistenziale comporta il compito di garantire la continuità dell’assistenza nell’ambito dell’organizzazione distrettuale del servizio; la definizione del ruolo giuridico (status) del medico libero-professionista contrattualizzato; la definizione del codice di comportamento e delle relative procedura sanzionatorie”.

E precisa che “per quanto riguarda la realizzazione del ruolo unico tra medici di assistenza primaria e medici di continuità assistenziale, non si è ipotizzato in alcun modo lo smantellamento degli attuali punti di continuità assistenziale”.
 
“In realtà – ha ricordato Pomo - sulla base delle indicazioni contenute negli Accordi Stato-Regioni e dei dati di afflusso ai centri di Pronto Soccorso, di codici bianchi e verdi nelle diverse ore della giornata, la bozza di accordo collettivo nazionale in discussione prevede che in considerazione delle necessità assistenziali differenti tra aree metropolitane, città di medie dimensioni ed aree a forte dispersione abitativa, le regioni garantiscano la continuità dell’assistenza ottimizzando le risorse attualmente utilizzate, realizzando un modello regionale basato su tre aspetti, ovvero: attivazione del numero unico europeo 116-117 per la garanzia di un servizio nell'arco delle 24 ore per gli interventi non urgenti; organizzazione di un servizio di medicina convenzionata dalle ore 8,00 alle ore 24,00; organizzazione dell'assistenza nell'arco delle 24 ore dei punti di continuità assistenziale, utilizzando tutto il monte ore disponibile a livello regionale”. Ricordato anche “come la bozza di accordo collettivo nazionale preveda esplicitamente l’impegno delle regioni a mantenere l’attuale livello occupazionale”.
 
Pomo in merito alla trattativa ha “osservato come la realizzazione del nuovo modello di assistenza territoriale, a quattro anni dalla legge di riforma, continui a registrare una, per certi versi, comprensibile resistenza da parte della categoria, che nella sua variegata costituzione vede messo in discussione un assetto organizzativo avviato negli ultimi dieci anni, con evidenti ripercussioni negative, retributive e contributive, per i medici che hanno già accettato la sfida della medicina associativa e dall’altro la legittima aspettativa dei medici impegnati nella sola attività oraria, di partecipare in modo più completo e coinvolgente nella assistenza territoriale per garantire una effettiva continuità dell’assistenza con la presa in carico dei pazienti cronici e fragili”.
 
Infine Pomo ha sottolineato come “la realizzazione del ruolo unico e quindi il pieno utilizzo di tutti i medici convenzionati in tutte le attività territoriali, sia una scelta obbligata se si pensa che nei prossimi sette anni, progressivamente, circa 19.000 medici andranno in pensione e nei successivi otto anni il ricambio riguarderà circa 37.000 medici di medicina generale (su circa 44.00) e circa 5.600 pediatri di libera scelta (su circa 7.000)”. Sottolineato infine “come questi dati pongano all'attenzione del legislatore il tema della formazione medica in relazione alle necessità di mantenere un servizio sanitario nazionale equo ed efficiente”.
 
In ogni caso probabilmente la Sisac sarà sentita ancora. Infatti la presidente De Biasi ha ritenuto “utile un approfondimento della complessa tematica in questione anche nel corso di una seconda audizione”.


Fonte: QS