Per Assobiotec il payback dei farmaci è tassa sulla ricerca

Farmaci | Redazione DottNet | 23/07/2016 20:46

Sono a rischio gli sforzi per attrarre in Italia gli investimenti in ricerca

E' una "tassa sulla ricerca" il meccanismo del payback sui farmaci previsto dal disegno di legge sull'equilibrio di bilancio delle Regioni e degli enti locali: lo rileva l'Assobiotec all'indomani dell'approvazione alla Camera del ddl pubblicato lo scorso 24 giugno e approvato ieri alla camera. "I suoi effetti per il periodo 2013-2015 concentrano più del 60% del ripiano della spesa ospedaliera a carico di solo il 5% delle aziende farmaceutiche", rileva in una nota l'associazione della Federchimica che riunisce le aziende italiane biotecnologiche.

I dati, secondo l'Assobiotec, "confermano, con chiara evidenza, le criticità" del sistema del payback. "In questo contesto - prosegue la nota - è evidente quanto per le imprese sia difficile poter operare e programmare, sapendo sin dall'inizio dell'anno di dover restituire una parte rilevante dei fatturati derivanti dalla vendita dei propri prodotti". Tra gli "altri elementi di criticità" del ddl, l'associazione indica "palesi errori di calcolo dei dati e tempi eccessivamente contingentati, che non permettono alle aziende di programmare ed individuare la migliore strategia di azione". Per il presidente dell'Assobiotec, Riccardo Palmisano, "quando è stato previsto il ripiano a carico delle imprese per una quota pari al 50% dello sfondamento, si è fatta una scelta che rappresentava di fatto una vera e propria tassa sulla Ricerca e Sviluppo". La situazione, ha aggiunto, "rischia di vanificare tutti gli sforzi che riconosciamo essere stati sin qui compiuti dal Governo che ha incontrato, nel corso degli ultimi mesi, i vertici italiani e internazionali delle aziende bio-farmaceutiche per cercare di attrarre in Italia investimenti in ricerca, sviluppo e produzione innovativi". 

 

 

fonte: assobiotec

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