Epatite, i pazienti a Renzi: servono fondi

Redazione DottNet | 27/07/2016 17:51

Si cerca il farmaco generico: pronta una mozione in Senato

Quest'anno per la prima volta l'Oms ha indicato una strategia per risolvere l'emergenza epatite C, ma in assenza di risorse aggiuntive centinaia di migliaia di pazienti italiani resteranno senza cure. Lo sottolineano, alla vigilia della Giornata Mondiale dedicata alla malattia, sei associazioni di pazienti in un appello rivolto al premier Renzi. Le risorse stanziate dal Governo, scrivono le Associazioni ANED, EPAC, FEDEMO, L'ISOLA DI ARRAN, NADIR e PLUS, sono insufficienti per garantire la terapia a tutti i pazienti e consentire ai medici una programmazione terapeutica per tutti gli aventi diritto. Queste restrizioni, sottolinea la lettera, stanno provocando un aumento del 'turismo sanitario', con centinaia di pazienti che acquistano farmaci generici dall'India, o che li fanno arrivare via Internet.

 

"Non è un caso - spiegano i pazienti - che l'84% dei medici si è dovuto confrontare con pazienti attualmente esclusi dalle terapie alla ricerca del farmaco generico, il 40% ha tra i suoi pazienti chi lo ha acquistato, mentre 1 medico su 5 afferma di seguire almeno un paziente in cura con generici. Non possiamo che lanciare un secondo appello al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi - chiedono le Associazioni - affinché siano stanziate le risorse necessarie per una seria programmazione terapeutica, per curare tutti i pazienti con epatite C ed anche co-infetti con HIV". I numeri italiani sui pazienti sono poco chiari, con almeno 350mila persone che soffrono di infezione cronica, anche se alcune stime parlano di un milione di persone nel paese. Al momento sono poco più di 50mila i pazienti trattati, quelli con cirrosi epatica più grave.

 

Una soluzione potrebbe venire dall'uso dei farmaci generici, afferma una mozione depositata lo scorso giugno al senato presentata oggi durante una conferenza stampa, che chiede al governo di attivare una sperimentazione in questo senso sotto il controllo di Iss e Aifa. L'idea, ha spiegato il primo firmatario Maurizio Romani (Idv), parte dai risultati di un test che ha dimostrato che il generico prodotto in India ha la stessa efficacia del farmaco 'branded'. "Perchè non fare una sperimentazione con il generico anche da noi? - ha affermato Romani -. Questo ci permetterebbe di contrattare il prezzo da una posizione di forza. Noi possiamo fare una sperimentazione su migliaia di persone, non c'è un limite, estendendo l'utilizzo della terapia a pazienti che non possono assumerla. L'istituto Mario Negri, l'Iss e l'Aifa sono d'accordo, ora ci aspettiamo un segnale dal ministro Lorenzin".

 

Lo slogan scelto quest'anno per la Giornata Mondiale è semplicemente 'Elimination', dopo che appunto per la prima volta l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha fissato l'obiettivo che entro il 2030 l'epatite non sia più un problema di salute pubblica. L'Europa è però ancora lontana dalla rotta giusta, segnalano i numeri del Centro europeo per il Controllo delle Malattie. Nel 2014, ultimo anno di cui sono disponibili i dati, gli stati membri hanno riportato 22.442 casi di epatite B e 35.231 di C. Se dal 2006 il tasso di epatite B acuta è dimezzato grazie ai vaccini, nello stesso periodo quello di HCV si è alzato di quasi il 30%. In totale nell'Ue, segnala l'agenzia, sono oltre dieci milioni i pazienti, la maggior parte dei quali ignara di avere l'infezione.

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