Anche in Piemonte la farmacia dei servizi diventa realtà

Farmacia | Redazione DottNet | 28/07/2016 14:47

Ci pensa la delibera della giunta regionale che rinnova per tre anni l’accordo con le farmacie del territorio sulla distribuzione per conto

La farmacia dei servizi mette radici anche in Piemonte. Provvede la delibera approvata dalla giunta regionale che rinnova per tre anni l’accordo con le farmacie del territorio sulla distribuzione per conto. In un capitolo dedicato, l’intesa specifica infatti che i presidi dalla croce verde «possono utilmente concorrere» al «miglioramento della qualità della vita del cittadino, all’attivazione di percorsi di prevenzione e azioni tese alla verifica dell’aderenza alle terapie, nonché all’efficiente utilizzo delle prestazioni erogate dal Ssn». A tal fine, l’accordo stanzia per il triennio 2017-2019 sei milioni di euro (due all’anno), che serviranno a finanziare «protocolli di intervento» per la presa in carico della cronicità nei pazienti fragili e dei pazienti politrattati, l’erogazione di servizi ai pazienti fragili, l’aderenza alla terapia in particolari ambiti terapeutici e la promozione/prevenzione della salute. Il tutto «nelle more dell’adozione a livello nazionale di determinazioni che, come previsto dalla normativa, prevedono l’attuazione della “Farmacia dei servizi” all’interno della nuova Convenzione nazionale» (l’assessore alla Salute del Piemonte, Antonio Saitta, è il coordinatore degli assessori regionali alla sanità).

Per la seconda metà del 2016, invece, l’intesa mette nel piatto 500mila euro, che dovrebbero servire (dati i tempi ristretti per la progettualità) a finanziare la partecipazione delle farmacie alla prossima campagna vaccinale (per irrobustire la copertura) e una sperimentazione di Adi per pazienti fragili con gestione a domicilio delle terapie e dell’aderenza. Inoltre, un tavolo paritario (cui parteciperanno rappresentanti di Federfarma) verificherà l’omogenea applicazione dell’intesa in tutte le Asl del territorio.

Per quanto concerne la dpc, invece, il nuovo accordo regionale conferma in gran parte la precedente remunerazione. Resta sostanzialmente invariata la quota a pezzo per rurali sussidiate e farmacie con fatturato inferiore a 258mila euro (rispettivamente 6,68 e 7,63 euro più iva, comprensivi del “fee” al grossista), cala invece di 20 centesimi la quota per le urbane (5,25 euro). In cambio i titolari ottengono l’impegno della Regione a far passare dalla dpc tutti i farmaci del Pht, salvo quelli eventualmente indicati da un’altra commissione paritetica. Soddisfatta Federfarma Piemonte: «Dopo sei anni di lavoro» commenta il presidente, Massimo Mana «riusciamo a mettere le fondamenta alla farmacia dei servizi».

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