Test specializzazioni: valanga di ricorsi in arrivo

Redazione DottNet | 23/08/2016 19:31

Consulcesi: «La parcellizzazione delle sedi impedisce l’applicazione di regole uguali per tutti»

«Troppe sedi d’esame – ben 449 in tutta Italia –, incertezza sui programmi, ma soprattutto condizioni ambientali non uniformi» questo il commento del pool di legali di Consulcesi Group, in seguito alla pubblicazione delle graduatorie delle scuole di specializzazione. Anche quest’anno monta la protesta per un concorso che ha escluso più della metà dei candidati – solo 6700 contratti a fronte di oltre 13mila candidature – e sul quale grava l’ombra di numerose irregolarità. «Tra queste – spiegano ancora i legali Consulcesi – la eccessiva parcellizzazione delle sedi d’esame, incongrua se rapportata a un sistema di selezione basato su una graduatoria nazionale, il ricorso a strutture attrezzate in maniera non adeguata, sia dal punto di vista hardware/software sia da quello strutturale, la formazione non uniforme del personale d’aula, di ostacolo all’applicazione di regole uguali per tutti. Molto discussa dai giovani professionisti anche l’inclusione nella prima prova del test, comune a tutti i candidati, di quesiti riguardanti il triennio pre-clinico, con argomenti ritenuti poco adatti a valutare le competenze del medico, in quanto non contemplati dalla medicina clinica».

 

Alla luce di queste evidenze, e in seguito alle numerose segnalazioni ricevute da Consulcesi subito dopo la chiusura dei test, è plausibile attendersi una nuova ondata di ricorsi da parte dei candidati che ritengano di essere stati ingiustamente sfavoriti da un sistema di valutazione considerato poco meritocratico e che già in passato è stato oggetto di valutazioni critiche da parte delle principali associazioni di rappresentanza dei giovani medici italiani. Sotto la lente degli specialisti, oltre alle modalità con le quali si sono svolti i test, anche il complesso meccanismo di formazione e scorrimento delle graduatorie, la cui farraginosità rischia di avere un effetto distorsivo sulla scelta delle sedi di destinazione di coloro che hanno superato il concorso.

 

«Anche quest’anno, per il terzo anno di fila da quando è stato introdotto il nuovo sistema di selezione, sollecitiamo il MIUR affinché aggreghi le sedi del concorso in una sede unica, come avviene peraltro per altri concorsi – basti pensare a quello in magistratura – caratterizzati da un numero di partecipanti a volte anche più elevato. Questo accorgimento consentirebbe di ridurre in maniera sensibile le difformità e di garantire il merito dei candidati, a nostro avviso unico criterio sul quale dovrebbe essere basata una selezione pubblica.