Medici e sisma: un patrimonio di umanità

Redazione DottNet | 25/08/2016 14:34

La testimonianza del presidente Omceo di Rieti Dario Chiriacò

Ospedali, medici e infermieri tornati volontariamente in servizio, centinaia di donatori di sangue in fila nei centri di tutta Italia, e poi ancora le farmacie, squadre di psicologi partiti in poche ore ad aiutare i bambini (e non solo) traumatizzati dalla tragedia. E anche le aziende farmaceutiche pronte a fornire gratuitamente i farmaci per l'emergenza. L'Italia delle solidarietà è probabilmente ciò che funziona meglio nel nostro Paese, come dimostra l'impegno dei camici bianchi in una situazione così complessa. I medici hanno, infatti, dato immediatamente segno della loro presenza con la Federazione degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) che ha di fatto invitato tutti gli iscritti agli albi "a mettersi a disposizione delle autorità per organizzare al meglio i soccorsi".


E proprio sul portale della Fnomceo interviene Dario Chiriacò (nella foto) presidente dell’Ordine dei medici di Rieti con una testimonianza diretta: “Medici morti o feriti non pare ce ne siano, ma familiari sì – commenta Dario Chiriacò – Del resto, Accumoli, epicentro del sisma, è raso al suolo, Amatrice, comune di 2500 abitanti che in questi giorni per la sagra agostana raggiunge le 10 mila anime, lo è al 60%. Ho apprezzato come dal primo all’ultimo collega, dagli iscritti sollecitati via sms ai presidenti Enpam e Fnomceo che ci sono stati vicini, tutti abbiano colto la gravità della situazione e abbiano compiuto gesti concreti e coordinati”.


Le persone rimaste ferite sono state trasportate agli ospedali di Rieti, Terni, l’Aquila, Roma. Anche quelli che erano ricoverati nell’ospedale di Amatrice, che nonostante non sia crollato a subìto numerosi danni. “Vi erano ricoverati almeno 30 degenti – sottolinea Chiriacò – Si tratta di un piccolo ospedale di valore, con una chirurgia e apparecchiature di livello, uno di quegli ospedali difficili da chiudere o riconvertire perché risultano strategici per collocazione. Ma il terremoto lo ha segnato in modo, pare, grave, e i malati sono stati distribuiti anch’essi negli ospedali ‘vicini’ a vari chilometri di distanza”. Nelle ore immediatamente successive al sisma i medici hanno dovuto soccorrere i feriti all'esterno della struttura, in pratica nel piazzale del nosocomio.

 

Nel luogo del disastro, “Sono presenti varie realtà del 118 - spiega ancora Chiriacò sul sito Omceo   -. E' bastato un Sms dell’Ordine inviato agli iscritti e in cui si chiedeva la disponibilità per andare a prestare assistenza sul teatro del sisma, per avere in pochi minuti una risposta ‘travolgente’”. “Medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, odontoiatri, specialisti di grande esperienza in medicina d’urgenza o in traumatologia, insieme a giovani Colleghi freschi di specializzazione si sono offerti senza condizioni. Ora questo patrimonio di umanità e competenze, sostenuto da una profonda motivazione, sarà messo a disposizione della Protezione Civile per il tramite della Centrale Operativa del 118 di Rieti”, conclude Chiriacò.


In un altro comunicato, la FIMMG Nazionale fa sapere che “segue con attenzione la situazione di emergenza nelle zone colpite nella notte dal forte sisma. Con l’AMFE pronta a intervenire. Il Presidente dell’AMFE (Associazione Nazionale Medici di Famiglia Volontari per le Emergenze), Dott. Domenico Barbati, è stato già allertato dalla Protezione civile nazionale per programmare nelle prossime ore interventi della Associazione sui luoghi terremotati. Otto medici volontari sono già a disposizione, sotto il coordinamento del Dott. Vito Albano Responsabile della centrale operativa dell’AMFE, per prestare soccorso ai cittadini e aiuto all’attività dei colleghi e garantire la continuità dell’assistenza soprattutto ai malati cronici. Il Segretario Regionale dell’Abruzzo, Dott. Rossetti, ha iniziato sul luogo una raccolta di beni di prima necessità da inviare attraverso la protezione civile alla popolazione colpita”, si legge nella nota. La sede nazionale della FIMMG è in costante contatto con i Segretari provinciali di Rieti, Lorenzo Broccoletti, di Ascoli Piceno, Enea Spinozzi, e di Perugia, Leandro Pesca “per fare un primo censimento dei danni subiti dai medici di medicina generale, in particolare di quelli iscritti alla FIMMG, al fine di attivare quanto prima la solidarietà del Sindacato.  Il collega di Arquata del Tronto sta bene e sta prestando soccorso alla popolazione. Esprimiamo condoglianze alle famiglie delle vittime, auguri di pronta guarigione ai feriti. Siamo vicini alle popolazioni colpite e ai loro medici di famiglia e continueremo a seguire attivamente l’evolversi dell’emergenza”, conclude il comunicato.


Il Ministero della Salute ha attivato una unita' di crisi per coordinare le attivita' e raccogliere le segnalazioni delle situazioni piu' complesse. Nelle prime ore della mattina l'appello dell'Avis si Rieti ha dato il via ad una gara di solidarieta': ''urge sangue, di tutti i gruppi sanguigni'', fa sapere l'associazione, e scatta la risposta dei donatori in fila in molti centri per dare risposta alla richiesta. Sono tanti, al punto da costringere il centro nazionale sangue a precisare successivamente che la situazione e' sotto controllo. Il Centro Nazionale Sangue e le quattro Associazioni di volontari italiani del sangue Avis, Croce Rossa Italiana, Fidas e Fratres, invitano cosi' i donatori su tutta Italia ''a programmare la propria donazione'' contattando l'associazione o il servizio trasfusionale di riferimento.

 Immediate le verifiche anche sulla stabilita' degli ospedali nelle zone colpite, in coordinamento con la Protezione Civile. Il ministro Lorenzin ha attivato i comandi Nas di Perugia, Viterbo e Pescara. "I protocolli di emergenza sanitaria regionale stanno funzionando'' ha detto il ministro che e' andata anche all'ospedale di Rieti dove ha incontrato i feriti e i donatori di sangue in fila. ''Servira' un grande supporto anche psicologico'' riferendo la disperazione e il disorientamento delle persone incontrate. Infine i farmacisti di Federfarma, hanno messo in campo le loro forze con strutture attrezzate per allestire farmacie mobili (fornite da Regione Abruzzo, Farmacentro e Safar), "da inviare non appena giungeranno le indicazioni della Protezione Civile sulle reali esigenze del territorio interessato dal sisma".

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