Ospedali insicuri, al Sud i rischi maggiori. Le iniziative in campo

Redazione DottNet | 30/08/2016 08:26

Ordini e associazioni di medici a favore dei terremotati

Come dimostrato anche dalla cronaca di questi giorni gli ospedali in Italia sono tutt'altro che sicuri in caso di sisma. Sono almeno 500, secondo una relazione presentata nel 2013 dalla commissione parlamentare d'inchiesta sul Ssn, quelli più a rischio, dislocati soprattutto lungo l'Appennino.

"Per quanto riguarda la situazione degli edifici ospedalieri - scrive la commissione, che era presieduta da Ignazio Marino - le strutture che necessitano di una pluralità di interventi, che sarebbero strategiche in base alla loro localizzazione in zone ad alto rischio sismico dato che costituiscono un punto di riferimento per la gestione di eventuali situazioni di emergenza post evento, non sono meno di 500. Sono strutture distribuite soprattutto lungo l'arco appenninico, nella zona dell'Italia centrale ma soprattutto meridionale, in particolare in Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia".

Nel 2013 solo l'8% delle strutture ospedaliere censite era stata costruita dopo il 1983, mentre il 16% risale a prima del 1934. Il documento riporta anche il risultato di una indagine fatta su 200 strutture italiane. "Il 75 per cento degli edifici verificati presenterebbe un indicatore di rischio di stato limite di collasso compreso tra lo 0 e lo 0,2, quindi carenze gravissime - conclude -. Se cioè si verificasse un terremoto particolarmente violento con magnitudo superiore a 6,2-6,3, il 75 per cento degli edifici che sono stati verificati crollerebbe"

Le iniziative delle associazioni

La Federazione degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) ha attivato un conto corrente "dove quelli che lo desiderano potranno versare da subito il proprio contributo economico, così come farà la stessa federazione". I fondi raccolti saranno utilizzati per ripristinare la regolare assistenza sanitaria nei territori colpiti dal sisma dei giorni scorsi, sulla base delle indicazioni che i Presidenti Fnomceo delle province coinvolte forniranno, previa approvazione del Comitato Centrale.  Il conto corrente è stato attivato presso Unicredit, con il codice IBAN IT59M0200805240000104430752..

ll sindacato autonomo si mobilita per dare una mano d’aiuto concreta ai terremotati delle regioni del centro Italia. "Abbiamo pubblicato sul sito nazionale - comunica  Angelo Testa ,presidente nazionale dello Snami - ed inviato una nota formale ai presidenti provinciali, ai presidenti regionali ed al comitato centrale invitando i medici ad appendere una locandina nelle sale d’attesa del luogo di lavoro per favorire una donazione ufficiale tramite sms solidale di 2 euro in favore della protezione civile".

"Sappiamo direttamente dai nostri dirigenti sindacali locali - prosegue Testa - che al momento non c’è ne necessità di personale medico volontario,che avremmo inviato velocemente, e che la soluzione migliore sono i versamenti dedicati in denaro.Il potenziale in termini di comunicazione delle sale d’aspetto dei nostri studi è eccezionale così come l’approccio diretto del medico che può invitare i pazienti a contribuire ad una causa nobile  per affrontare la catastrofe e poi la ricostruzione" . "Non dimentichiamo - conclude il leader dello Snami - che quotidianamente solo i medici di famiglia hanno qualche milione di contatti con i pazienti e che se ben organizzata la "catena" dei due euro  potrà essere di grande impatto in termini concreti per raggiungere un grande obiettivo di solidarietà".

Anche i pediatri di famiglia si mobilitano per il terremoto che ha colpito il Centro Italia. "In queste ore tragiche a causa del sisma che ha interessato diverse regioni, causando centinaia di vittime e feriti, un pensiero particolare va ai bambini che necessitano di cure e assistenza - afferma Giampietro Chiamenti, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) -. Da subito abbiamo deciso di attivarci mettendo a disposizione le nostre competenze per collaborare con le autorità preposte in qualsiasi modo le circostanze lo richiedano".

La disponibilità dei pediatri italiani è massima nei confronti delle famiglie colpite da questa nuova tragedia che ha scosso l’Italia. "Da parte nostra - diceChiamenti - è attiva una collaborazione con Pediatria per l'Emergenza Onlus, Associazione accreditata presso il Dipartimento della Protezione Civile per operare in zone terremotate. Ciascuno vorrebbe poter rendersi immediatamente utile e in questi casi giustamente la Protezione Civile applica protocolli operativi che regolano le operazioni di soccorso".

 Anche sotto il profilo sanitario ci sono regole precise che, a parte gli operatori locali coinvolti, fanno transitare il volontariato attraverso organizzazioni riconosciute dallo Stato. “Dopo il sisma - informa Antonio Masetti, pediatra di famiglia e vicepresidente nazionale di Pediatria per l'Emergenza Onlus -abbiamo avuto una pre-attivazione da parte del Dipartimento della Protezione Civile per partenza in tempi rapidi verso le zone del terremoto. Il nostro compito, come da programmazione della Protezione Civile, sarà quello all'interno dei P.A.S.S. (Posto di Assistenza Socio Sanitaria), ossia poliambulatori campali che saranno allestiti presso le principali tendopoli". E’ da qui che anche i pediatri daranno il loro contributo per l’assistenza ai terremotati.

"A seguito del terribile terremoto che ha colpito il Centro-Italia - fanno sapere in una nota dall'Associazione Nazionale dei Dentisti Italiani (Andi) -, Andi e la sua Fondazione Andi onlus si sonoimmediatamente attivati, organizzando una raccolta fondi straordinaria e rendendosi disponibili con le autorità competenti, ovvero la Protezione Civile e il Ministero dell’Interno, per fornire da subito l’assistenza medica-odontoiatrica alle popolazioni colpite". "I fondi raccolti - proseguono nella nota - saranno devoluti sia periniziative rivolte alla popolazione sia per dare assistenza ai colleghi che sono rimasti privi non solo delle loro abitazioni, ma anche dei loro studi professionali. Il conto corrente su cui invitiamo a versare la vostra donazione è quello della Fondazione ANDI onlus. IBAN: IT71O0569601600000009971 X13, Banca Polare di Sondrio, causale: “Emergenza Terremoto 2016”.  In alternativa è possibile farlo con bollettino postale sul c/c 71623912 intestato a Fondazione ANDI onlus, anche qui la causale da indicare, fanno sapere da Andi, è: “Emergenza Terremoto 2016”.

"Le Regioni di Lazio e Marche adottino con urgenza misure dirette ad agevolare l’assistenza farmaceutica e sanitaria nelle aree colpite dal sisma, come già aveva fatto l’Abruzzo in occasione del terremoto del 2009". E’ l’appello lanciato ieri da Federfarma nazionale (si legge sul sito) con una lettera inviata ai governatori delle due Regioni e al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. L’invito del sindacato titolari, in particolare, è quello di consentire temporaneamente la dispensazione dei farmaci di fascia A anche senza Piano terapeutico (laddove normalmente richiesto), esentare gli assistiti da ticket ed eventuali compartecipazioni sugli equivalenti, estendere (sempre temporaneamente) la rimborsabilità ai farmaci di fascia C con e senza obbligo di ricetta e infine permettere la dispensazione in regime di Ssn dei presidi per incontinenza, stomia, controllo del diabete e degli alimenti per celiaci sulla base di un’autocertificazione firmata dal paziente.

L’appello non pare caduto nel vuoto. Con un comunicato diffuso nel pomeriggio, infatti, la Regione Marche ha annunciato la stipula di un accordo con le organizzazioni sindacali della sanità per garantire "l’assistenza sanitaria di base gratuita". In particolare, "è stato stabilito il codice speciale di esenzione T16 per le prescrizioni farmaceutiche", mentre "i farmaci di fascia A/Pht saranno dispensati anche in assenza del Piano terapeutico, previa acquisizione di ricetta medica". Stesso discorso per gli alimenti destinati ai celiaci, che potranno essere "distribuiti dalle farmacie convenzionate anche in assenza dell’autorizzazione del competente servizio". E provvedimento analogo potrebbe presto arrivare anche dalla Regione Lazio, che ieri, secondo quanto riportato in una nota, avrebbe richiesto al ministero della Salute il codice esenzione ticket per le popolazioni interessate.

Il bilancio

Sono 290 i morti accertati finora del terremoto del 24 agosto:  sabato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Matteo Renzi hanno partecipato ai funerali delle vittime marchigiane del terremoto nel Duomo di Ascoli Piceno. Mentre una celebrazione religiosa, senza salme, si svolgerà mercoledì 31 agosto alle 18 ad Amatrice. Intanto si è svolta la riunione a Palazzo Chigi tra il premier, il sottosegretario Claudio De Vincenti, il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio e i governatori delle aree colpite dal sisma. "La ricostruzione dovrà essere dei comuni colpiti, dei centri abitati come erano, certo più sicuri ma mantenendo intatta la tradizione e le radici", ha detto al termine De Vincenti, che con il ministro del'Istruzione Giannini ha assicurato che si sta lavorando perché in tutti paesi colpiti dal sisma i bambini possano riprendere la scuola puntualmente e in condizioni di regolarità. Tra le tante immagini dolorose che si fissano nella mente,  c'è quella della mamma di Giulia, la bimba di 9 anni trovata morta sotto le macerie e sorella di Giorgia, 5 anni, salvata dai vigili del fuoco. Trasportata in barella nella palestra di Ascoli, la donna ha sussurrato: "Ciao, mamma ti ama tanto", mentre avvicinava al volto la foto della figlia appoggiata sulla cassa.

Ad Arquata del Tronto il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha incontrato due dei vigili del fuoco che hanno fatto parte della squadra che ha recuperato ancora viva la bambina nella casa crollata di Pescara del Tronto. Sui luoghi del disastro, anche il presidente dell'Anci, Piero Fassino. Stop assoluto all'invio di nuovi aiuti, nei comuni di Amatrice e Accumoli, è stato invece deciso, per evitare l'accumularsi di generi alimentari non necessari, in un vertice tenutosi alla Provincia di Rieti. E in queste ore scoppia una nuova polemica sulla puntata di Porta a Porta ospite il ministro Graziano Delrio. "I familiari stanno piangendo i propri cari e va in scena la vergogna sulla Tv pubblica, con Bruno Vespa che afferma che il terremoto crea Pil! Ancora più grave che il ministro Delrio non si sia alzato e se ne sia andato immediatamente, invece ha avallato una follia, ha confermato che l'Aquila oggi è il più grande cantiere d'Europa", dicono i capigruppo M5S di Camera e Senato Laura Castelli e Stefano Lucidi. Gli investimenti per ricostruire e portare avanti un programma di prevenzione ammonterebbero a miliardi ma l'Italia potrebbe ricorrere alla flessibilità offerta dal fiscal compact.

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