La farmaceutica è nel risiko, ma in Italia s'investe

Redazione DottNet | 26/08/2016 21:53

All'ombra dei big mondiali: crescita dell'11% in 5 anni

C'e' grande fermento nell'industria farmaceutica mondiale con le ultime due operazioni di mercato che vedono l'intesa da 14 miliardi di dollari sottoscritta da Pfizer per comprare Medivation e la Bayer che punta ad un accordo con Monsanto. Il sistema farmaceutico del Bel Paese, invece, continua a scommette sugli investimenti in ricerca e innovazione in Italia senza temere la concorrenza che arriva dall'estero. Il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, non nasconde la soddisfazione per un settore che è "trainante per il Paese, insieme a quello dell'automobile".

Le industrie farmaceutiche hanno creduto "nelle potenzialità dell'Italia - aggiunge - ed hanno continuato ad investire. Oggi il 75% dei nostri associati vuole continuare su questa strada e scommette sul nostro Paese". Gli investimenti nella ricerca valgono 1,4 miliardi di euro, con un incremento del 15% dal 2013 e con una previsione di ulteriore crescita nei prossimi 3 anni. Proprio sul fronte della ricerca recentemente due aziende italiane hanno ottenuti dei risultati importanti. Molmed, ad esempio, ha ricevuto il via libera della Ue alla sua terapia per le leucemie, mentre Diasorin ha avuto un contratto per la realizzazione di nuovi test sierologici per l'identificazione di infezioni causate dal virus Zika.

L'amministratore delegato di MolMed e Presidente di Assobiotec, Riccardo Palmisano, ricorda come la ricerca è "l'elemento che consente di trasformare gli investimenti in conoscenza. L'approccio imprenditoriale e un sistema-ambiente integrato e sinergico permettono di garantire la qualità delle cure anche su scala allargata e contemporaneamente oggi rappresentano uno strumento di crescita per il Paese. I recenti successi di DiaSorin e di MolMed dimostrano che si può fare impresa biotecnologica di eccellenza nel settore delle scienze della vita anche in Italia". La farmaceutica in Italia, secondo i dati di Farmindustria, è il primo settore per produttività tra quelli manifatturieri in Italia.

La produzione vale 30 miliardi di euro ed è cresciuta dell'11% in 5 anni, il più alto incremento tra tutti i settori manifatturieri. L'export è balzato del 57% tra 2010 e 2015, rispetto al 33% della media Ue. Sul fronte dell'occupazione l'industria farmaceutica conta 63.500 addetti di cui 6.100 unità sono ricercatori. L'anno scorso ci sono state 6.000 nuove assunzioni, con una crescita dell'occupazione dell'1%. Il Ceo del gruppo Dompè, Eugenio Aringhieri, ritiene che l'Italia rappresenta una "eccellenza nello scacchiere farmaceutico internazionale. L'industria farmaceutica occupa oltre 6.000 ricercatori con il 20% degli studi clinici condotti in Europa effettuati nel nostro Paese. Da azienda che è storicamente impegnata nelle biotecnologie e nella ricerca di soluzioni terapeutiche innovative, guardiamo a questi dati con fiducia".