Cozza (Cgil): un 2009 molto difficile per la sanità

Redazione DottNet | 20/01/2009 15:33

medicina sanità sindacato

Sarà un anno difficile, parola di Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil medici. E sarà soprattutto una lotta, a volte ad armi impari, contro il Governo che costringerà la categoria a scendere in campo, insieme alle altre sigle, in uno sciopero che coinvolgerà tutti i dipendenti pubblici.
 

Cozza è in programma uno sciopero, dunque?
Sì, il prossimo 13 febbraio protesteremo contro le politiche di questo Governo che sta facendo di tutto per danneggiare la nostra categoria.
Intanto si stanno licenziando i medici in aria di pensione.
Un altro violento attacco alla professione. Abbiamo chiesto, nell'ambito dell'audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera sul Governo Clinico, alla Camera di fermare i licenziamenti dei medici con 40 anni di contributi. Vogliamo un’urgente modifica del Decreto Brunetta che sta portando al licenziamento da parte delle aziende dei dirigenti con 40 anni di contributi, ed in particolare dei medici con meno di 60 anni, avendo effettuato il riscatto della laurea e della specializzazione.
Il Senato però ha deciso l’esclusione dei primari ospedalieri.
È vero, ma non basta. I medici, i veterinari, gli altri dirigenti ed operatori sanitari devono sentirsi partecipi delle scelte aziendali e non essere solo esecutori regolamentando l'apporto alle strategie generali aziendali degli enti locali. Va riconosciuto il ruolo di organo dell'Azienda del Collegio di Direzione, con parere obbligatorio sugli atti di rilevanza clinica del Direttore Generale''.
Mancano all’appello anche i contratti dei 150mila lavoratori della sanità privata.
Siamo ad un punto fermo. L’Aiop su questo fronte non vuole sentire ragioni. Pretendono una contrattazione regionale, ipotesi ovviamente inapplicabile.
E per quanto riguarda la dirigenza medica pubblica, altro settore in agitazione?
Il Governo offre alla categoria un aumento del 3,2%, una cifra ridicola, per il biennio 2008 e 2009. Senza parlare di arretrati, per giunta. L’aumento non copre neppure l’inflazione che nel 2008 è stata del 3,3%. In pratica il Governo ci chiede di regalare tutto il 2009. Anche questa una proposta inaccettabile.
Insomma una situazione complessa a quanto pare.
Senza dubbio. Speriamo solo che il Governo faccia dietro front, per il bene anche del Paese.