Papa ai cardiologi, cure mediche anche per i più poveri

Cardiologia | Redazione DottNet | 31/08/2016 19:58

'Anch'io sono stato in vostre mani'. Riceve in dono stetoscopio

Papa Francesco va in visita al Congresso mondiale dei cardiologi, organizzato per la prima volta in Italia e a Roma dalla Società Europea di Cardiologia, e non manca di lanciare un appello perché nessuno sia "scartato" nella prestazione delle cure mediche, specie "i più poveri". "Se si guarda all'uomo nella sua totalità - ha detto ai 35 mila specialisti da 140 Paesi che concludevano oggi alla Fiera di Roma i loro lavori iniziati sabato scorso - si può avere uno sguardo di particolare intensità ai più poveri, ai più disagiati ed emarginati perché anche a loro giunga la vostra cura, come anche l'assistenza e l'attenzione delle strutture sanitarie pubbliche e private".

"Dobbiamo lottare - ha aggiunto 'a braccio' - perché non ci siano 'scartati', in questa cultura dello scarto che viene proposta". Per la prima volta un Papa partecipava a un consesso di medici cardiologi, e Francesco, con questo Esc Congress Rome 2016, ha scelto quello che è il più grande Congresso al mondo sulla patologia cardiovascolare. "Anch'io sono stato nelle mani di alcuni di voi", ha tra l'altro sottolineato sorridendo. "Voi vi occupate della cure del cuore - ha detto nel suo discorso -. E quanta simbologia si nasconde in questa parola e quante attese vengono riposte in questo organo umano! Tra le vostre mani passa il centro pulsante del corpo umano, pertanto la vostra responsabilità è grande!". Secondo papa Bergoglio, "il magistero della Chiesa ha sempre affermato l'importanza della ricerca scientifica per la vita e la salute delle persone". Anche oggi la Chiesa "non solo vi accompagna in questo cammino così arduo, ma se ne fa promotrice e intende sostenervi, perché comprende che quanto è dedicato all'effettivo bene della persona è pur sempre un'azione che proviene da Dio".

Anzi, "la natura in tutta la sua complessità e anche la mente umana, sono creature di Dio". Tuttavia, "lo scienziato nella sua scoperta non è mai neutrale", e "la conoscenza, anche la più precisa e scientifica, ha bisogno di progredire facendo le domande e trovando le risposte sull'origine, il senso e la finalità della realtà, uomo incluso". Sotto tale profilo, "le sole scienze, naturali e fisiche, non bastano per comprendere il mistero che ogni persona contiene in sé": ed "è importante che l'uomo di scienza, mentre si misura con il grande mistero dell'esistenza umana, non si lasci vincere dalla tentazione di soffocare la verità". Chiudendo il suo intervento, Francesco ha nuovamente esortato alla "lotta di tutti i giorni perché non ci siano 'scartati' nella vita umana e nella pienezza della vita umana". Giunto dal Vaticano subito dopo l'udienza generale in Piazza San Pietro, tra l'altro in una Roma battuta da un violento temporale, il Papa è stato accolto alla Fiera di Roma dall'amministratore unico Pietro Piccinetti, che l'ha definito "un maestro del cuore".

Il presidente della Società Europea di Cardiologia, professor Fausto Pinto, gli ha fatto dono di uno stetoscopio. "A voi serve molto questo, eh?", ha detto quindi Bergoglio sorridendo, mostrandolo alla platea di specialisti. Pinto ha parlato dell'urgenza di approfondire le conoscenze mediche, perché nonostante i progressi solo in Europa in un anno muoiono di attacco cardiaco ben un milione e 400 mila persone di età inferiore ai 75 anni. Molte di queste morti, ha detto, possono essere prevenute. Da qui la necessità di una maggiore protezione della popolazione. L'invito del Papa a curare tutti ed assicurare assistenza anche agli ultimi, comunque, ha avuto ampia accoglienza tra i cardiologi riuniti nel Congresso.

Povertà e mancanza di cure sono due parole condannate spesso ad andare di pari passo. Sotto il peso della crisi diminuiscono gli italiani che si curano e aumentano anche i rischi per la salute. L'appello di Papa Francesco per un'assistenza più equa e che non tralasci nessuno viene accolto positivamente dai cardiologi europei, riuniti a Roma in occasione del congresso annuale, che confermano l'emergenza. Per osservare come difficoltà economiche riducano cure e assistenza non serve gettare lo sguardo troppo lontano, basta guardare 'la povertà della porta accanto'. E' solo di giugno l'allarme del Censis, secondo cui sarebbero ben 11 milioni gli italiani che, a causa di ticket sempre più alti e lunghe liste d'attesa, non si curano più. Un allarme già lanciato da Cittadinanzattiva, che, pochi mesi prima, aveva segnalato come a rinunciare alle cure sia circa un italiano su dieci. Che il binomio tra povertà e carenza di assistenza sanitaria metta rischio la salute è confermato da numerosi studi e indagini. Le disuguaglianze nell'accesso alle cure avevano dimostrato aver causato 260mila morti in più per cancro in uno studio apparso a maggio su Lancet.

L'indagine condotta da ricercatori di Harvard, dell'Imperial College e del King's College di Londra e di Oxford su dati relativi a oltre 70 paesi e nell'arco di oltre 20 anni, ha mostrato che un incremento dell'1% di disoccupazione corrisponde un aumento di decessi per cancro pari a 0,37 ogni 100 mila persone. A conferma del 'circolo vizioso' contro cui il Pontefice mette in guardia è stato anche uno studio presentato pochi giorni fa proprio al congresso della Società Europea di Cardiologia. Incrociando il reddito con i dati clinici relativi a 30mila persone che avevano avuto un infarto, è emerso che l'incidenza di un secondo evento cardiaco nelle persone più povere è di 25,9 ogni mille persone, mentre in quelle più ricche scende a 14,3.

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