Contro la Bpco sono più efficaci le particelle extrafini

Redazione DottNet | 05/09/2016 11:51

aziende-farmaceutiche BPCO

Su Lancet pubblicato lo studio sull'efficacia della terapia messa a punto da Chiesi

The Lancet pubblica i risultati dello studio TRILOGY dove e' stata dimostrata la superiore efficacia nel trattamento della BPCO, la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva, della prima associazione tripla fissa extrafine ICS/LABA/LAMA rispetto alla terapia standard. I risultati dello studio confermano la maggiore efficacia per i pazienti che usano il primo inalatore ad associazione tripla fissa extrafine, formulato specificatamente per permettere alle particelle extrafini di raggiungere le parti più profonde del polmone, e dimostra un significativo miglioramento degli outcomes nei pazienti trattati, prodotto dalla Chiesi e sviluppato suo Centro di Ricerca

Fra i benefici per i pazienti c'e' la riduzione della frequenza annua delle riacutizzazioni, eventi molto temuti dai pazienti e principale causa di ospedalizzazioni e decessi, nonché di elevati costi per il sistema sanitario; il miglioramento della funzionalità polmonare e la riduzione della sensazione di mancanza di respiro (dispnea). La BPCO colpisce l'apparato respiratorio e in particolare le piccole vie respiratorie (i bronchioli3), aree normalmente difficili da raggiungere con i farmaci. La malattia, inoltre, presenta due caratteristiche diverse: una componente ostruttiva, con limitazione al flusso aereo soprattutto in espirazione, e una componente infiammatoria, sia nelle vie aeree prossimali che nel polmone profondo3. La tripla associazione fissa testata negli studi TRILOGY e TRINITY è la prima a contenere tre diversi principi attivi che agiscono sia per migliorare il flusso aereo per combattere l'infiammazione

La BPCO è una malattia respiratoria caratterizzata da una persistente ostruzione bronchiale, associata a un aumento della risposta infiammatoria cronica delle vie aeree a particelle o gas nocivi. I classici sintomi associati alla BPCO sono: dispnea, tosse cronica ed espettorato cronico. In alcuni casi potrebbe verificarsi un peggioramento acuto di questi sintomi, con conseguente insorgenza di riacutizzazioni. L'ostruzione bronchiale nei pazienti con BPCO è caratterizzata da un doppio meccanismo: da un lato può verificarsi un'infiammazione delle piccole vie aeree, insieme all'ispessimento delle pareti delle vie aeree stesse e ad un aumento della resistenza del flusso d'aria; dall'altro, può aver luogo una progressiva distruzione del parenchima polmonare (enfisema), associata alla perdita di retrazione elastica del polmone. È importante sottolineare che i due meccanismi possono coesistere e provocare una riduzione del flusso d'aria globale attraverso i polmoni.

 

 

fonte: ansa