Direttori Asl, ecco le nuove regole. Le prossime scadenze legislative

Redazione DottNet | 05/09/2016 19:00

asl sanità-pubblica manager

Un albo e una verifica ogni due anni per i manager. Tra le prossime novità rinnoco dei contratti e medicina convenzionata

Un albo nazionale in cui selezionare i nomi con i requisiti adatti e una verifica ogni due anni sui risultati raggiunti. Gli incarichi dirigenziali nelle aziende sanitarie e ospedaliere non saranno più appannaggio della politica, di consorterie locali o premi per amici e conoscenti, ma assegnati sulla base di criteri di merito rigidi e trasparenti. Lo prevede la 'rivoluzione' della dirigenza sanitaria che entrerà in vigore dal 18 settembre (ovvero lunedì 19).

E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 206 del 3 settembre 2016 il decreto legislativo che recepisce l'art. 11 della Riforma Madia della Pubblica Amministrazione (clicca qui per il testo completo) e introduce nuove norme per la nomina di direttori di Asl, Ospedali, Policlinici e altri enti della sanità pubblica. Chi sarà alla guida di aziende sanitarie e ospedaliere, e dunque responsabile di scelte che ricadono sulla salute pubblica, sarà individuato tra i più idonei a ricoprire l'incarico. Il primo dei nove articoli del provvedimento prevede che alla nomina di direttore generale di un'azienda sanitaria (così di direttore sanitario o amministrativo), si acceda mediante avviso pubblico di selezione per titoli, dunque sulla base del possesso di determinati requisiti ed esperienza pregressa nel settore.

La scelta verrà fatta da Commissioni regionali sulla base di nomi indicati su un elenco nazionale, aggiornato ogni due anni e controllato da una Commissione costituita presso il Ministero della Salute. I manager, a distanza di due anni dalla nomina, dovranno inoltre rendere conto del loro operato. Quella che era già stata battezzata dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin come "una vera rivoluzione" basata su "professionalità e merito" prevede, infatti, la decadenza da direttore generale in caso di "gravi e comprovati motivi, o se la gestione presenta una situazione di grave disavanzo". Novità a cui si impegna a collaborare anche la Federazione di Asl e Ospedali (Fiaso). "Accogliamo con favore la pubblicazione delle nuove norme. Abbiamo fatto le nostre critiche e osservazioni. Ora che si parte occorre rimboccarsi tutti le maniche perché l'operazione dia risultati migliori della situazione attuali", dichiara Francesco Ripa di Meana, presidente della Fiaso. "E' ora di chiarire - aggiunge - che per fare il Manager ci vogliono competenze attitudini e profili specifici e che è necessario che questi siano valorizzati di più".

Dall'introduzione di nuove cure nei Livelli Essenziali di Assistenza al nuovo Piano Vaccini, al potenziamento delle cure territoriali. In attesa dell'entrata in vigore delle nuove norme per le nomine dei manager sanitari, molti restano, per il Governo, i temi all'ordine del giorno dell'agenda della Sanità. Mentre tutto tace sulla riforma dei ticket. Mentre si inizia già a parlare di un nuovo Patto per la Salute restano ancora da portare avanti gli obiettivi di quello 2014-2016. A partire dagli attesi Lea, che hanno ottenuto il via libera del Mef e torneranno giovedì in Conferenza delle Regioni.

E' stato invece approvato a luglio dalle Regioni il Patto per la Sanità digitale, mentre al loro esame è arrivato ora il Piano Nazionale Cronicità. Al palo invece la rimodulazione dei ticket. "Annunciata due anni fa, avrebbe dovuto prevedere una progressività del contributo in base alle fasce di reddito, per tutelare i meno abbienti. Ma sarebbe anche necessario abolire il superticket che, unito alle lunghe liste d'attesa, sta rendendo per molte prestazioni il servizio privato più conveniente di quello pubblico", denuncia Tonino Aceti, coordinatore del Tribunale dei Diritti del Malato. Prevista dal Patto, procede a rilento la ristrutturazione delle cure territoriali, vincolata al rinnovo delle convenzioni per i medici e i pediatri di famiglia. Rinnovo reso più complicato dal nuovo modello di assistenza proposto, che non piace ai sindacati: H16 invece che H24, con l'assistenza notturna affidata al Pronto Soccorso.

E, a proposito di rinnovi, altro capitolo dolente resta quello dei contratti della sanità pubblica. Quanto alla stabilizzazione del precariato, potrebbe aspirare a una parziale soluzione con le assunzioni tramite concorso previste dalla legge sul giusto orario di lavoro. Tra le prime sfide comunque c'è quella del Fondo per la Sanità, previsto nella legge di Bilancio. Obiettivo del ministro della Salute Beatrice Lorenzin sarà la conferma dei due miliardi in più rispetto ai 111 dello scorso anno. Infine, annunciata per dicembre dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, la riforma della governance del settore farmaceutico.