Roma, arrestato il commissario di Farmacap

Redazione DottNet | 05/09/2016 20:26

Le accuse sono turbativa d'asta e falso

Un appalto da 36 mila euro "fatto su misura" per l'imprenditore amico. Una gara per l'affidamento di servizi per un asilo nido comunale del tutto irregolare e che ha portato agli arresti domiciliari il commissario straordinario di Farmacap, Francesco Alvaro, per i reati di turbativa e falso. Nella vicenda coinvolto anche l'imprenditore Giuseppe Giordano (titolare della società Dragona Servizi), posto all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Farmacap è la municipalizzata del Comune di Roma che gestisce le 47 farmacie comunali.

Negli ultimi anni, nonostante una situazione finanziaria non floridissima, la Farmacap ha effettuato una serie di investimenti acquisendo immobili da utilizzare per varie attività tra cui anche quella di asili nido. La struttura al centro dell'inchiesta,condotta dai carabinieri del Nas e coordinata dai pm di piazzale Clodio, è quella di via Bossi nel quartiere dell'Infernetto, nel quadrante sud-ovest della Capitale. In base a quanto accertato dagli inquirenti la gara da appalto, il cui importo totale è inferiore alla cifra necessaria per applicare le nome europee di aggiudicazione, era stata di fatto affidata a Giordano senza la presenza di altri "concorrenti". Una sorta di affidamento diretto al punto che l'imprenditore, è stato verificato dagli inquirenti, già prima dell'affidamento dell'appalto utilizzava i locali della struttura.

Il gip, accogliendo la richiesta dei pm, ha quindi fatto scattare la misura cautelare per Alvaro. L'indagine era stata avviata dopo la presentazione di un esposto da parte di un altro dirigente della società e da un secondo esposto recapitato ai magistrati di piazzale Clodio da parte del sindaco Raggi. Alvaro è stato direttore del dipartimento V del Comune di Roma, la nomina a commissario straordinario della municipalizzata delle farmacie è arrivata nel 2014 su disposizione della giunta comunale allora guidata da Ignazio Marino. Il gip di Roma nell'ordinanza di custodia cautelare valuta la sua una "condotta scriteriata" che non "può che suscitare allarme".

Nel provvedimento si fa riferimento anche ad una intercettazione in cui l'arrestato parlando con un interlocutore, in merito al suo modo di operare, spiega che era dovuto ad un livello superiore, "lo voleva la politica". "Tale dichiarazione - afferma il gip De Robbio - appare adombrare uno scenario di coinvolgimento di esponenti politici ed amministrativi a livelli superiori rispetto a quanto già emerso". L'indagine è stata avviata sulla base delle denunce presentate da Simona Laing, nominata nell'agosto 2015 direttore generale della stessa Farmacap.  La dirigente "ha rilevato gravi irregolarità che a suo dire hanno compromesso la produttività economica della società".

Di fronte a tutto questo Alvaro "aveva reagito alla sua richiesta formale di acquisizione della documentazione minacciandola di morte". Il commissario straordinario "non solo aveva rifiutato di consegnarle la documentazione richiesta ma anche di mettere la questione all'ordine del giorno ed inoltre aveva evocato le sue origini calabresi aggiungendo che l'avrebbe fatta fuori se non avesse cessato di dargli fastidio".

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