Farmacie escluse dagli studi di settore

Redazione DottNet | 09/09/2016 13:49

La fase sperimentale non interesserà per il momento la categoria

Lo studio di settore relativo alle farmacie non sarà al momento coinvolto nella sperimentazione in corso al ministero delle Finanze sugli “indicatori di compliance”, il nuovo strumento fiscale che nelle intenzioni del Governo dovrebbe superare e l’attuale sistema di accertamento presuntivo. E’ un altro degli orientamenti che emergono dalla riunione di mercoledì della Commissione degli esperti per gli studi di settore, dove Federfarma era rappresentata dal vicepresidente nazionale, Gioacchino Nicolosi, e dal commercialista Antonio Vento, che ha sostituito la collega Giovanna Castelli nell’incarico di consulente del sindacato titolari. Il cantiere dei nuovi “indicatori” peraltro, dovrebbe cominciare a lavorare a pieno regime già dalle prossime settimane, allo scopo di ufficializzare la transizione al nuovo strumento già nella Legge di Stabilità per il 2017.

Lo studio di settore per le farmacie, come si ricorderà, si trova attualmente in fase di evoluzione e sarà validato entro la fine di quest’anno. Si tratta dell’ultima tappa di un processo che a maggio era arrivato alle battute decisive con la valutazione del “prototipo” della nuova versione dello studio di settore, in codice YM04U, attraverso alcune simulazioni basate su dati reali; elaborato su un campione di circa 14mila esercizi, il nuovo modello si baserà su una gamma di cluster ridotta rispetto al precedente (sparisce il gruppo delle farmacie ubicate in centri commerciali, ritenuto poco significativo per l’esiguità del numero) confermando invece fattori discriminanti e set degli indicatori per l’analisi di coerenza e della normalità economica

 

 

fonte: federfarma