Ema a Milano: candidatura ufficiale. I vantaggi per la città

Redazione DottNet | 10/09/2016 17:05

Lorenzin: grande opportunità economica

Nello scenario del dopo Brexit Milano vuole giocare la sua parte e si propone per diventare la nuova sede dell'agenzia europea del farmaco, l'Ema (European Medicines Agency), che si trova attualmente a Londra. La proposta di candidatura ufficiale è arrivata dopo una riunione alla sede della Regione Lombardia tra il governatore Roberto Maroni, il sindaco Giuseppe Sala, il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, il rettore dell'Università degli Studi di Milano Gianluca Vago e l'imprenditrice del settore farmaceutico Diana Bracco.

''La candidatura di Milano a sede dell'Ema è una grande opportunità culturale ed economica'', ha affermato in un tweet il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. I rappresentanti di questa alleanza tra istituzioni, mondo universitario e imprenditoriale hanno chiarito che i tempi dell'operazione non saranno però brevi e che la trattativa è affidata al Governo, previa la presentazione di un dossier sulla candidatura. Il ministro Martina, che ha gestito la delega all'Expo 2015, ha assicurato che su questa partita "il Governo c'è". L'occasione per un primo confronto diretto sulla questione Ema tra le istituzioni del territorio e il presidente del Consiglio Matteo Renzi sarà già martedì prossimo alla presentazione del Patto per Milano, come ha spiegato il sindaco Giuseppe Sala durante la conferenza stampa seguita alla riunione a Palazzo Lombardia.

Il primo cittadino ha anche sottolineato l'importanza del lavorare tra istituzioni "con una comunanza di obiettivi". A tal proposito il governatore Maroni ha rimarcato che il dossier di candidatura "verrà elaborato con il contributo di tutte le istituzioni". "Insistere sull'Ema è più coerente con il contesto della città rispetto ad altre ipotesi ventilate", ha detto il rettore Vago. Infatti, in una precedente riunione di questa 'cabina di regia' per il ruolo di Milano nel post-Brexit era stato stilato un documento che conteneva anche altri propositi, tra cui il trasferimento di Ema, dell'Autorità bancaria europea (Eba) e della sezione della Corte di prima istanza del tribunale unificato dei brevetti. Per ora Milano fissa come obiettivo quello di diventare la capitale europea del farmaco.

Il settore "rappresenta il 10% del Pil nazionale, è strategico e non può essere trascurato", ha ricordato Diana Bracco. Sui tempi per il trasferimento dell'Ema ("2 anni" dalla firma per il Brexit) e sulle ricadute positive che potrebbe avere si è espresso il direttore generale dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) Luca Pani, evidenziando che l'Ema "ha mille dipendenti, attrae 56mila presenze l'anno, paga 65mila pernottamenti in albergo e 60mila voli aerei annualmente", oltre ad attrarre "nuove sedi di aziende farmaceutiche per la gestione delle negoziazioni".

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato