Piano cronicità, il ruolo del farmacista

Farmacia | Redazione DottNet | 11/09/2016 17:03

Mandelli: puntiamo sul fascicolo elettronico farmaceutico

Trasversalità, appropriatezza, sinergia, integrazione: sono queste le parole chiave emerse dal primo convegno congiunto Fnomceo - Ipasvi, "Gestire insieme la cronicità",

L’incontro è stata anche l’occasione per presentare nei dettagli il Piano nazionale della cronicità, elaborato dal Ministero, per il quale si attende entro fine mese il via libera da parte della Conferenza Stato-Regioni. E in questo programma i farmacisti avranno un ruolo importante "perché hanno nella loro capacità di essere accessibili dall’utenza il loro punto di forza – commenta il presidente Fofi  Andrea Mandelli.- Concordo sulla necessità di mettere cittadino al centro e di costruire reti, ognuno senza invadere il campo delle altre professioni". Primo problema le risorse. "C’è un grande problema di bilancio con una spesa sanitaria che si aggancia al pil, che però non va. Dobbiamo vedere in stabilità come si riuscirà a dare risposte in primis sui farmaci innovativi". Ma soprattutto occorre "sostenere il Ssn con politiche nuove". In merito alla professione Mandelli aggiunge che "la farmacia abbia fatto percorso importante in questi anni. Noi siamo stati protagonisti dal 2009 della farmacia di servizi che è un’opportunità importante e che dev’essere vissuta come un modo per stare più vicino al cittadino".

E poi puntiamo sull’introduzione del "fascicolo elettronico farmaceutico perché oggi i medici sono all’oscuro dei comportamenti dei pazienti. In questa chiave l’altra sfida è quella dell’aderenza terapeutica sui cui siamo molto impegnati negli ultimi anni. È fondamentale per risparmiare iniziando a non sprecare ciò che viene prescritto dal medico. Siamo pronti ad un dialogo continuo con pazienti e ed eventuali segnalazioni ai mmg se qualcosa non va".  "Ci auguriamo che conferenza affronti piano cronicità perché questa è la sfida di tutti i sistemi avanzati sia perché impatta in maniera importante sul bilancio sia perché comporta un necessario cambiamento dell’organizzazione tendendo sempre più alla valutazione degli esiti e dei sistemi di remunerazione. Sono consapevole delle difficoltà di questo lavoro ma in questo momento ci sono le condizioni istituzionali per lavorare insieme vista anche la recente approvazione dei Lea in Stato-Regioni".

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