Testamento biologico, il Pd propone il suo orientamento

Redazione DottNet | 20/01/2009 15:46

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Un ''orientamento prevalente'', ma nessuna votazione interna per stabilire la linea maggioritaria del Partito democratico sulla questione del testamento biologico. E' questa, in sintesi, l'indicazione emersa nella riunione dei gruppi Pd di Camera e Senato e confermata dal capogruppo al Senato Anna Finocchiaro.

Una indicazione contestata però dai Radicali, che definiscono quella del non-voto una ''decisione pilatesca''. Obiettivo dell'incontro era quello di serrare le fila in vista del 27 gennaio, quando in commissione Sanità al Senato riprenderà la discussione sul testamento biologico con la presentazione del disegno di legge della maggioranza da parte del relatore in commissione Raffaele Calabrò. Il ddl di maggioranza, secondo quanto anticipato dallo stesso Calabrò, sul nodo cruciale riguardante la possibilità per il soggetto di pronunciarsi sui trattamenti di nutrizione e idratazione artificiale è chiaro: il paziente può esprimersi solo sulla terapia da seguire ma non può decidere se vivere o morire scegliendo, ad esempio, di non nutrirsi più attraverso la nutrizione artificiale. Ed è proprio su questo punto, in particolare, che lo scontro tra le varie 'anime' del Pd è più duro, tra chi sostiene il diritto a poter dire 'no' anche a questo tipo di trattamenti e chi invece lo contesta. Ma, ha affermato Finocchiaro, è stato raggiunto un ''risultato molto soddisfacente'', ovvero ''la costruzione di una posizione prevalente all'interno dei gruppi del Pd di Camera e Senato''. La posizione prevalente, ha quindi chiarito, riconosce la mediazione raggiunta con il documento in 15 punti già elaborato e che, sul nodo della nutrizione artificiale, prevede che tali trattamenti non siano assimilati all'accanimento terapeutico e siano sempre garantiti al paziente fino alla fine della vita, ''ad eccezione del caso in cui la loro sospensione sia espressamente oggetto della dichiarazione anticipata di trattamento''. L'orientamento ''prevalente nei due gruppi - ha detto Finocchiaro - è questo''. Quanto all'ipotesi di andare al voto nei due gruppi per l'adozione di una posizione maggioritaria, ''il problema - ha rilevato Finocchiaro - non è votare o no, perchè se siamo d'accordo non c'è neppure bisogno di votare''. Ed anche il vicesegretario del Pd Dario Franceschini sottolinea: ''Il momento dei voti verrà nel corso del dibattito parlamentare''. Positivo il commento del senatore Ignazio Marino: ''C’è una visione prevalente, che è quella di lasciare al cittadino la libertà di scelta anche rispetto alla nutrizione e idratazione artificiale, e c'è la legittima posizione di alcuni parlamentari che invece pensano che tale libertà non ci debba essere. Ma è evidente che c'è stato un grande passo avanti, perchè la posizione prevalente del partito democratico è molto chiara''. Concorda Pierluigi Castagnetti, esponente cattolico democratico del Pd: ''Su temi come questi - ha commentato - un partito non deve essere costretto a votare a maggioranza. Si prende atto delle diversità di approcci, ma c'è un orientamento prevalente''. L'opzione di non procedere ad una votazione interna era stata auspicata anche da Rosy Bindi, per salvaguardare sia il pluralismo interno che il perseguimento di una convergenza. I Radicali, però, contestano la via scelta: ''Il non voto - ha affermato Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata Radicale eletta con il Pd - è una soluzione pilatesca, perchè si è deciso di far emergere solo una posizione prevalente e non di maggioranza''.