Diabete, tra Lea e nuove cure: tutte le novità

Diabetologia | Redazione DottNet | 12/09/2016 21:51

I pazienti potranno accedere a dispositivi dell'ultima generazione

Nuovi esami ma anche dispositivi di ultima generazione che semplificheranno la vita di tanti italiani colpiti dal diabete. Sono alcune delle novità previste dai nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), appena approvati dalla Conferenza Stato-Regioni, accolte con ''grande soddisfazione'' dal presidente della Società italiana di diabetologia (Sid) Giorgio Sesti (nella foto). ''Avevamo segnalato delle criticità ed è necessario intensificare anche nel nostro Paese la lotta contro il diabete, che è ormai una malattia dilagante e con delle pesantissime ricadute anche economiche, ma con l'aggiornamento dei Lea sono stati realizzati importanti miglioramenti'', afferma Sesti da Monaco, dove si apre il 52/mo congresso dell'Associazione europea per lo studio del diabete (Easd).

Tra le novità, molto attese dai pazienti diabetici, spiega, l'introduzione tra le cure e prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale di nuovi esami come, ad esempio, quello per la diagnosi della retinopatia (Otc). Ma con i nuovi Lea, i pazienti potranno presto accedere anche a dispositivi di ultima generazione: ''Saranno infatti compresi negli ausilii garantiti -afferma Sesti - pure i nuovi sensori per il monitoraggio continuo della glicemia, che si applicano all'addome e risultano essere minimamente invasivi''. Grande attenzione, poi, per la formazione dei pazienti diabetici nella gestione delle terapie insuliniche: ''Sarà possibile - rileva il presidente Sid - seguire gratuitamente presso i centri di cura dei corsi di formazione tenuti da medici e infermieri specializzati, con l'obiettivo di formare le persone diabetiche alla gestione della loro malattia''.

Sullo sfondo resta però il problema della sostenibilità economica legato ai costi delle nuove prestazioni: ''Si tratta di esami e tecnologie molto costosi - afferma Sesti - ed è dunque necessario individuare quali siano le categorie di pazienti alle quali garantire per prime tali prestazioni''. Una questione che le Regioni dovranno affrontare per garantire un uso appropriato delle nuove cure. E' dunque ''fondamentale - conclude Sesti - che le Regioni coinvolgano le Società scientifiche per garantire un'erogazione corretta dei nuovi Lea, come ha già fatto di recente la Regione Toscana''.

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