Sacconi, fondi integrativi per l'assistenza sanitaria

Redazione DottNet | 20/01/2009 15:51

medicina sanità ssn welfare

''Sostenere le libere espressioni della contrattazione collettiva o delle associazioni di categoria per quel che riguarda i fondi integrativi dell'assistenza sanitaria. Ma deve trattarsi di fondi che offrano prestazioni aggiuntive, e non sostitutive, a quelle date dal Servizio sanitario nazionale''.

 Ne è convinto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, intervenuto al seminario organizzato sul tema dal dipartimento sanità di Forza Italia. ''L'idea di un servizio sanitario universalistico - ha detto Sacconi - non può basarsi solo sul settore pubblico. Oggi tutte le società hanno problemi a bilanciare i consumi interni. Sostenere le prestazioni sanitarie anche con fondi integrativi può dunque contribuire a liberare reddito e sostenere i consumi, visto che la spesa sanitaria aggiuntiva dei privati raggiunge il 23% della spesa sanitaria totale, e la maggior parte e' pagata dagli italiani di tasca propria''. I fondi integrativi vanno, secondo il Ministro, ''riorientati, in modo che coprano prestazioni aggiuntive rispetto a quelle del Ssn, e che il cittadino non paghi due volte per lo stesso servizio - conclude - Bisogna favorire la contrattazione collettiva e delle associazioni di categoria, perchè negozino prestazioni sanitarie in termini di appropriatezza e costi contenuti. Al tempo stesso si operi perchè nel Paese non si senta il bisogno di forme sostitutive di sanità''.