Lorenzin assicura: il fondo Sanità è a 113 mld. Tagli sono solo gossip

Redazione DottNet | 15/09/2016 19:48

Forte levata scudi di Regioni e sindacati, rischio è la fine del sistema pubblico

Minaccia di nuovi tagli alla Sanità con la prossima legge di Bilancio. L'ipotesi, circolata nelle ultime ore, è stata però smentita dal ministro della Salute Beatrice Lorezin, la quale ha affermato che il Fondo sanitario nazionale per il 2017 è fissato a 113 miliardi, ovvero 2 miliardi in più rispetto al 2016, e le voci di tagli sono solo ''gossip''. A rassicurare è anche il premier Matteo Renzi ma, in attesa di una conferma 'nero su bianco', Regioni e sindacati medici levano gli scudi: con ulteriori tagli, avvertono, sarebbe ''la fine della sanità pubblica''.

In gioco, infatti, vi sono partite importanti ed ancora aperte, a partire dall'applicazione dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) appena varati - ovvero le cure garantite ai cittadini - oltre alla stabilizzazione del personale sanitario più volte indicata come una priorità dallo stesso ministro. Le ipotesi di tagli, ha affermato Lorenzin, ''sono solo indiscrezioni, gossip, che ho letto con interesse, ma nessuno mi ha parlato di tagli al Fondo sanitario e le parole odierne di Renzi mi rassicurano, come tutti gli italiani, che abbiamo obiettivi comuni per il 2017: garantire i nuovi farmaci antitumorali, rifinanziare il fondo per i farmaci anti-epatite C e rispondere al fabbisogno per il personale, stabilizzare il precariato e sbloccare il turn over. Il fondo sanitario è fissato a 113 miliardi''.

Ed infatti lo stesso premier, stamani, ha precisato che ''i fondi alla sanità nel 2017 continueranno a crescere. Certo - ha però aggiunto - il ministro della Sanità chiede dieci e magari otterrà uno, ma non è che ha avuto un taglio: voleva dieci e ha avuto uno''. Ad accendere le polemiche anche l'ipotesi di una tassa sulle sigarette per garantire, tra l'altro, la sostenibilità della spesa per i farmaci innovativi ad alto costo. Un'idea lanciata un anno fa dall'Associazione degli oncologi italiani Aiom ed appoggiata da Lorenzin perchè ''valutata condivisibile dal punto di vista scientifico'' anche se, ha detto, ''la scelta di questa misura, di cui si parla per compensare gli eventuali tagli alla sanità, competerebbe tuttavia ad altri''. Renzi, però, precisa: ''Non ci sarà alcun intervento sui pacchetti di sigarette''.

Ma la sola ipotesi di nuovi tagli ha già provocato la dura reazione delle Regioni: ''Se fossero confermati dovrò impugnare la penna e chiudere ospedali'', avverte il presidente del Veneto Luca Zaia. Se il governo ''non intende rispettare gli accordi e incrementare il Fondo rispetto a quanto stabilito - incalza il vicepresidente della Conferenza delle Regioni Giovani Toti - c'è un reale taglio alla sanità. Altrimenti, se ci sarà l'incremento di 2 miliardi, non ci saranno tagli; staremo a vedere, l'importante è che non ci siano giochi di parole''. Sul piede di guerra pure i sindacati medici della Cgil e l'Anaao, oltre al Tribunale per i diritti del malato ed il Codacons: con altri tagli a saltare sarebbero i Lea e l'accesso ai nuovi farmaci, affermano, e sarebbe ''la fine'' del sistema pubblico. Critico anche il Movimento 5 Stelle, mentre i sindacati dei camici bianchi si dicono pronti alla mobilitazione.

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