Sì dalle Regioni al piano che valorizza le farmacie del territorio

Redazione DottNet | 16/09/2016 09:43

I presidi sono un punto di riferimento per i malati cronici e per i suoi familiari,

Una manciata di correzioni formali e, a mo’ di cappello, la richiesta che venga istituito un tavolo di lavoro al quale verificare gli indicatori per il monitoraggio dell’intesa. Sono le uniche condizioni poste dai governatori per dire sì all’accordo che dà via libera al Piano nazionale delle cronicità, esaminato ieri dalla Conferenza delle Regioni. Non possono che essere soddisfatte le farmacie del territorio, perché il documento del Ministero riserva loro un posto di rilievo nelle nuove strategie assistenziali del Ssn. Il Piano, anzi, non esita a definire i presidi dalla croce verde «un punto di riferimento» per la persona affetta da cronicità e per i suoi familiari, perché rappresentano «il più agevole e frequente» sportello di accesso alle risorse del Servizio sanitario.

In virtù di tale considerazione, continua il documento, le farmacie vanno coinvolte «nelle attività di educazione sanitaria, prevenzione primaria e secondaria, su protocolli condivisi con lo specialista e il medico di famiglia/pediatra di libera scelta, anche per quel che riguarda l’aderenza ai trattamenti a lungo termine». Il tutto nella cornice di una strategia d’intervento integrata, i cui concetti chiave dovranno essere “rete” e “multiprofessionalità”. Si tratterà in sostanza di costruire team multiprofessionali che dovranno farsi carico (e prendere in carico) del paziente e dei suoi bisogni complessi. E in tale contesto, la farmacia andrà coinvolta perché supporti medico di famiglia e pediatra di libera scelta nella dispensazione e consegna domiciliare di farmaci e dispositivi e infine nella dispensazione e recapito di miscele per la nutrizione artificiale e antidolorifici, nell’erogazione di servizi (sempre a domicilio o in farmacia) assicurati da professionisti come infermieri e fisioterapisti. «Le relazioni di prossimità del farmacista e il suo ruolo professionale» rimarca il Piano «gli permettono di instaurare un rapporto di confidenza con gli utenti» e svolgere «una funzione potenzialmente attiva nell’educazione, informazione e assistenza personalizzata».

 

 

fonte: federfarma

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