Nuove linee guida per la profilassi antibiotica in chirurgia

Medicina Generale | Redazione DottNet | 20/01/2009 17:29

Nuove linee guida per la profilassi antibiotica perioperatoria nell'adulto per ridurre l'incidenza delle infezioni e migliorare il sistema di sanità pubblica e la sicurezza dei pazienti. Sono quelle presentate con la partecipazione dell'Istituto superiore di Sanità, che si propongono di ''favorire buone pratiche''.

 L'aggiornamento delle linee guida (la prima stesura è del 2002), si è basato sul lavoro di un ''panel multidisciplinare e sulle adeguate prove di efficienza - ha spiegato Anna Maria Marata, del Centro per la Valutazione dell'Efficacia dell'Assistenza Sanitaria (Ceveas) di Modena - e ha tenuto conto dei fattori di rischio nelle infezione dei siti chirurgici, e i rischi-benefici della profilassi antibiotica, fino ad indicare il tipo di antibiotico, il tempo e la modalità di somministrazione per ogni tipologia di intervento chirurgico''. Nel documento ci sono anche ''raccomandazioni negative'', cioè casi nei quali non è necessaria la profilassi, come ad esempio negli interventi per la riparazione dell'ernia. L'attenzione è puntata anche al risparmio in termini di costi, non solo per gli antibiotici somministrati, visto che i pazienti che contraggono un'infezione in sede operatoria hanno degenze molto più lunghe. ''In un momento di crisi economica come questa - ha detto Antonio Tomassini, presidente della commissione Sanità del Senato - va riconsiderato ogni intervento, in particolare in questo campo in cui il risparmio non sarebbe solo economico ma soprattutto nella sicurezza e nella salute dei pazienti''.

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