Ue, ancora troppe le infezioni da cibo

Redazione DottNet | 20/01/2009 18:38

gastroenterite medicina nutrizione salmonella

Ci sono ancora troppe infezioni da cibo in Europa: 200.000 casi di gastroenterite da Campylobacter, 152.000 di Salmonella, 1550 di Listeria sono tra le prime malattie infettive che gli animali hanno trasmesso all'uomo nel 2007.

 I cittadini potrebbero però contribuire a ridurre il rischio facendo, a seconda delle malattie, maggior attenzione all'igiene in cucina, o assicurandosi che le carni siano sufficientemente cotte, e portando grande attenzione all'etichetta, in quanto gli alimenti a lunga vita commerciale sono particolarmente a rischio. Il quadro della situazione in Europa, ed in particolare in Italia, emerge dalla relazione Ue 2007 sull'insorgenza delle zoonosi (le malattie infettive trasmesse dagli animali), illustrata a Bruxelles dagli scienziati dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e dal Centro Ue per la prevenzione ed il controllo delle malattie (Cepcm). In Italia è ancora la salmonellosi la zoonosi che più di frequente colpisce i cittadini: 7,6 casi notificati ogni 100.000; ossia 665 casi in meno nel 2007 rispetto ai circa 4.500 segnalati. Alla riduzione della malattia sta dando manforte il programma di controllo dell'Ue per la salmonella che interessa gli allevamenti di pollame. Anche in Europa si registra un calo della malattia: 152.000 casi nel 2007 rispetto ai 164.000 dell'anno precedente. Sensibili al batterio sono principalmente le carni crude di pollame e di suino (non prosciutti e insaccati stagionati) e le uova, che vanno quindi rigorosamente cotti. Ma al primo posto tra le zoonosi che colpiscono gli europei c'è la gastroenterite da Campylobar, che in genere causa diarrea, crampi e febbre. Nel 2007 ne hanno sofferto 200.000 cittadini nell'Ue con un incremento, rispetto al 2006, del 14,2%. In Europa la presenza della malattia e' stata di 45,2 casi ogni 100.000 abitanti mentre in Italia ne sono stati segnalati solo 676, ossia 1,1 casi ogni 100.000 abitanti. Ma è soprattutto la Listeria che crea maggior preoccupazione tra gli scienziati in quando il numero dei casi è stabile o tende ad aumentare - in Italia 65 nel 2007 - e per determinate fasce di età mostra un tasso di mortalità molto elevato (20%). I più vulnerabili sono gli anziani, i bambini e le donne incinta e chi soffre di deficienza del sistema immunitario. Attenzione soprattutto agli alimenti pronti al consumo che passano subito in tavola senza nessun ulteriore trattamento termico, tra prodotti a base di pesce, di carne e i formaggi.