Integratori sportivi: rischi da web e sexy shop

Farmaci | Redazione DottNet | 22/09/2016 11:38

E' il risultato di un monitoraggio svolto da Iss e Nas

Anabolizzanti, stimolanti e modulatori ormonali: sono alcune delle sostanze inserite nell'elenco delle sostanze vietate per doping e non dichiarate nell'etichetta, contenute negli integratori alimentari per sportivi venduti online e nei sexy shop. E' questo il risultato del monitoraggio condotto dal 2010 dall'Istituto superiore di sanità (Iss) con il Comando carabinieri per la salute sugli integratori per chi fa sport.

Come spiegano Roberta Pacifici e Ilaria Palmi dell'Osservatorio fumo, alcol e droga dell'Iss in un editoriale sulla newsletter dell'Efsa, sono stati fatti degli acquisti simulati di oltre 450 prodotti di diversa provenienza (nazionale e internazionale) e distribuzione (palestre, negozi di articoli sportivi, siti web, sexy shop, farmacie online, grande distribuzione). Le analisi dell'Iss hanno evidenziato che gli integratori acquistati nei normali canali di distribuzione (farmacie, grande distribuzione) sono conformi con quanto dichiarato in etichetta, e adeguati alle norme sugli integratori alimentari. Non è stato così invece per alcuni prodotti acquistati online o nei sexy shop. In questo caso è stata rilevata la presenza di principi farmacologicamente attivi (come il sildenafil, usato contro la disfunzione erettile) ed estratti vegetali (es. yohimbina) vietati dalla legge, anabolizzanti (testosterone), modulatori ormonali e metabolici (tamoxifene, clomifene) o stimolanti (idrossiamfetamina, metilexaneamina), inseriti nell'elenco delle sostanze vietate per doping. La presenza di queste sostanze non dichiarate in etichetta è ''un importante fattore di rischio per la salute del consumatore in generale - scrivono - e per quella del praticante attività sportiva, in particolar modo quando questi principi attivi sconfinano nel farmaco vero e proprio''. L'assunzione talvolta inconsapevole di queste sostanze, soprattutto se in eccesso o in assenza di prescrizione medica, ''può portare - concludono - ad effetti collaterali acuti o cronici, alcuni dei quali gravo e in alcuni casi fatali''.

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