Farmacie, Ddl concorrenza presto in Aula

Farmacia | Redazione DottNet | 22/09/2016 17:24

Molti i provvedimenti che riguardano le farmacie e le parafarmacie

Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, pensa di "riuscire a portare in aula il ddl concorrenza il prima possibile". Lo ha annunciato lo stesso Calenda a margine del question time in Senato, aggiungendo che il ritardo accumulato dal provvedimento è "gravissimo". Il decreto, come si sa, contiene importanti provvedimenti per la farmacia molto attesi dalla categoria. E molti sono gli emendamenti da discutere per modificare l’articolo che si occupa  di farmacie (il n. 58, nel testo che sarà sottoposto all’esame e al voto dell’assemblea) ricalcano quelli che, da un anno a questa parte, hanno giocato a rimbalzino nelle Commissioni prima della Camera e poi del Senato.

Le proposte correttive dedicate all’art.58 sono circa una settantina, ovvero una su 10 rispetto al totale degli emendamenti presentati tra cui le più rilevanti sono l’ingresso del capitale in farmacia e la liberalizzazione della fascia C.

Per quanto riguarda la prima, la maggior parte delle proposte correttive riguarda l’introduzione di “paletti” per regolare l’avvento del capitale. C’è di tutto un po’: dall’introduzione di tetti vari alla partecipazione del capitale nella proprietà della farmacia, che deve rimanere minoritaria e non superare il 49%, lasciando così la maggioranza ai farmacisti, fino alla rimodulazione del tetto su base regionale del   20% alle catene. A proposito di quest’ultimo, le proposte sono varie e diverse, tutte comunque caratterizzate dell’intento di limitare la presenza delle catene nel mercato del retail frmaceutico..

Anche sulla fascia C i senatori hanno sostanzialmente ricalcato le proposte reiteratamente e invano avanzate in Commissione, allo scopo di “liberalizzarla”, ovvero estenderne la dispensazione oggi riservata alle sole farmacie anche a parafarmacie e corner farmaceutici.

Ma non è tutto: torna, ad esempio, la proposta di istituire un contributo del 2% sul fatturato a carico delle società di capitale proprietarie di farmacie, da corrispondere all’Enpaf. Ci sono poi un paio di emendamenti sulla pianta organica, uno che propone di abolirla del tutto (lasciando l’unico “paletto” della distanza minima di 200 metri tra gli esercizi) e l’altro che persegue un ulteriore abbassamento del quorum (una farmacia ogni 200 abitanti).

Un emendamento, che evidentemente guarda alle distorsioni prodotte dal parallel trade, chiede invece la netta e inequivocabile separazione tra l’attività di vendita al pubblico dei farmaci e di distribuzione all’ingrosso, per quei farmacisti che – oltre a essere titolari di farmacia – sono contemporaneamente in possesso della licenza di distribuzione all’ingrosso.

E ancora si parla anche di parafarmacia dei servizi, che aprirebbe anche a questi esercizi la possibilità di rendere prestazioni come autoanalisi e altro, in analogia con il modello della “farmacia dei servizi”, con l’intento (decisamente scoperto) di ridurre sempre di più le distanze e le differenze tra i due esercizi.

"Abbiamo ottenuto l'approvazione della Commissione - ha spiegato Calenda - e abbiamo fatto il punto sulla calendarizzazione". Dopo il via libera del Senato, ha ricordato, il ddl "dovrà andare alla Camera".

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato