Documentario anti vaccini al Senato: è polemica. Stop alla proiezione

Redazione DottNet | 28/09/2016 20:48

Il film Vaxxed mette in relazione le vaccinazioni con la possibile insorgenza dell'autismo nei bambini. Proposta di estendere il vaccino antinfluenzale dai sei mesi ai sei anni

Il 4 ottobre ne era stata annunciata la proiezione, in prima europea, in una sala del Senato, ma è subito scoppiata la polemica e l'iniziativa è stata alla fine annullata. 'Protagonista' è il documentario Vaxxed: From Cover-Up to Catastrophe (Vaccini, dall'insabbiamento alla catastrofe), di Andrew Wakefield, che mette in relazione le vaccinazioni con la possibile insorgenza dell'autismo nei bambini, e promotore dell'iniziativa è il senatore Bartolomeo Pepe, ex grillino, ora del gruppo Grandi Autonomie e Libertà. In programma era pure una diretta streaming con Wakefield e il produttore Francesca Alesse. Un'idea, aveva spiegato lo stesso Pepe, nata dal fatto che ''non sono mai troppi gli spunti per fare chiarezza sulla paventata pericolosità dei vaccini. Un documentario che Robert De Niro avrebbe voluto al Tribeca Film Festival e che invece è stato ostracizzato dalle lobby del farmaco''.

L'annuncio ha immediatamente scatenato la dura reazione del mondo scientifico e del ministro della Salute Beatrice Lorenzin: ''Quando l'antiscelta ha lo stesso diritto di tribuna della scienza non è un tema di democrazia ma di disinformazione. Stiamo molto attenti - ha avvertito - abbiamo già avuto la lezione di Stamina e sui vaccini è in ballo la salute e la vita di milioni di persone". Lo stesso presidente del Senato, Pietro Grasso, si è subito scagliato contro campagne di ''disinformazione'' sui vaccini invitando i cittadini a ''seguire i consigli del proprio medico'', e chiarendo ''che ogni giorno le sale messe a disposizione dal Senato ai Gruppi parlamentari vengono utilizzate per iniziative, conferenze e incontri pubblici promossi dai Gruppi stessi o da singoli senatori e non è tra i miei poteri di presidente esercitare controlli preventivi su tali iniziative''. Un netto 'no' è giunto anche dalla presidente della commissione Sanità del Senato, Emilia Grazia De Biasi, che ha ribadito come non esista alcun nesso tra vaccini e autismo.

E l'Istituto superiore di sanità ha parlato del pericolo di utilizzo delle istituzioni ''per promuovere menzogne a danno della salute pubblica''. Da parte sua, a poche ore dall'annuncio, Palazzo Madama ha precisato che l'iniziativa non aveva ''in alcun modo il patrocino del Senato''. Ma intanto il popolo di Twitter si era già scatenato: l'hashtag #vaxxed è risultato in cima agli argomenti più dibattuti. La svolta nel pomeriggio, con l'annuncio ufficiale di Palazzo Madama: ''Dopo le precisazioni dell'Amministrazione e la moral suasion esercitata dal Presidente del Senato Pietro Grasso, il Presidente del Gruppo GAL, al quale appartiene il Senatore Pepe, ha comunicato la revoca della richiesta di utilizzo della Sala Convegni di Piazza Capranica. Pertanto, l'iniziativa organizzata dal Senatore Pepe, con la proiezione di parti del film documentario VAXXED, non avrà più luogo''. Ringrazia Grasso, tra gli altri, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici, ricordando gli effetti deleteri della disinformazione, anche in rete, che ha portato ad un allarmante calo delle vaccinazioni in Italia. La vicenda, però, non sembra concludersi qui: il film sarà infatti in tour dal 18 ottobre per l'Italia (a partire da Roma), dove sarà proiettato in singole sale e accompagnato da un dibattito a cui parteciperà l'autore ed un parterre di medici, secondo le intenzioni della Wanted, la casa di distribuzione milanese del documentario.

Estendere il vaccino antinfluenzale ai bimbi di età compresa tra sei mesi e sei anni: questa è una delle novità previste dal nuovo 'Calendario vaccinale per la Vita' presentato oggi a Roma ed elaborato da Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (Siti), Società Italiana di Pediatria (Sip), Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) e Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fmmg). Giunto alla terza edizione, il documento viene aggiornato ogni due anni sulla base delle nuove conoscenze scientifiche in tema di vaccinazioni e verrà inviato al Ministero della Salute e agli Assessorati regionali, con l'obiettivo di indirizzare i decisori politici nelle scelte.

"Con soddisfazione - commenta Carlo Signorelli, presidente della Siti - abbiamo riscontrato il recepimento di molti suggerimenti del calendario 2014 nella bozza del nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale e in alcuni calendari regionali. Ci auguriamo che le integrazioni ed estensioni qui proposte trovino spazio per una profilassi sempre più coerente con le evidenze scientifiche". Nello specifico, il documento presentato non prevede nuovi tipi di vaccini ma estende le classi di popolazione a cui alcuni sono rivolti. Ad esempio l'antimeningococco B, già raccomandato nel lattante, dovrebbe esser previsto anche negli adolescenti, considerando le ampie possibilità di contagio dovute al loro stile di vita. Gli esperti consigliano inoltre l'estensione dell'antinfluenzale ai bambini sani in età prescolare, oltre che a tutti gli 'over 50', e l'anticipo della vaccinazione anti-rotavirus alla sesta settimana di vita per avere la massima efficacia contro le forme più gravi di gastroenterite nei lattanti.

Tra le novità anche l'estensione del vaccino contro la pertosse alle donne incinte. Spesso a trasmetter questa malattia ai neonati sono infatti incolpevolmente, proprio le mamme. "Negli ultimi anni i casi di pertosse sono aumentati a causa del calo delle vaccinazioni. Ma questa malattia - spiega il presidente della Sip, Giovanni Corsello - nei lattanti può avere conseguenze gravissime, a volte letali. Somministrare nuovamente, o somministrare per chi non lo ha mai fatto, il vaccino contro la pertosse a donne incinte consente di trasmettere la protezione anche al proprio bimbo". Per la pertosse così come per "molte altre malattie infettive che possono avere esiti anche fatali o fortemente invalidanti", ribadiscono gli esperti, "le vaccinazioni sono l'unico strumento di prevenzione".

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