Cantone, basta ai primari senza concorso. La corruzione dilaga

Redazione DottNet | 29/09/2016 19:04

La sanità italiana ha legami tra politica e criminalità. E c'è la chirurgia omissiva

''Legami con politica e criminalità organizzata'', appalti con il ''più alto tasso di proroghe, spesso illegali'' e reparti gestiti da primari ''che non hanno mai fatto un concorso''. "Ci sono reparti ospedalieri gestiti da anni da primari che non hanno mai fatto un concorso, e questa è una patologia del sistema. E ci sono reparti che sono retti da primari in proroga, con meccanismi assolutamente irregolari. La sanità - ha denunciato il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone,- è politicizzata e la scelta dei primari spesso non avviene per merito". L'aver ''attribuito a 360 gradi la responsabilità alle Regioni è stato un disastro". Un quadro certamente preoccupante. Per questo, ha sottolineato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ''stiamo lavorando e continueremo a lavorare in stretto contatto con l'Autorità nazionale anticorruzione''. E non è tutto: la Sanità italiana è a rischio, 'minacciata' non solo dalla potenziale scure dei tagli ma pure dall'ingerenza della politica in alcuni casi collegata al ''malaffare'', incalza Raffaele Cantone, ribadendo l'assoluta necessità di maggiori meccanismi di controllo e trasparenza. Occasione per accendere ancora una volta i riflettori sull'universo della Sanità italiana è stato il congresso congiunto delle Società scientifiche di chirurgia.

"Oggi c'é un problema di 'chirurgia omissiva': i chirurghi, circa il 30%, non vogliono cioè più fare gli interventi a rischio e questo per timore di contenziosi legali con i pazienti ma anche per la presenza di dispositivi medici di bassa qualità e dunque non sicuri, dai bisturi alle suturatrici"., tuona il presidente dell'Associazione chirurghi ospedalieri italiani (Acoi), Diego Piazza, in occasione del congresso. "Sta cioè crescendo - ha affermato Piazza - il problema della cosiddetta medicina difensiva, ma la situazione è anche aggravata da problematiche che vanno dal blocco del turnover del personale agli stipendi; la situazione in molti casi non è più sostenibile". Altra grande questione denunciata dai chirurghi è poi quella delle gare di acquisto per i dispositivi medici fatte al prezzo più basso: "ci sono suturatrici in sala operatoria - ha detto Piazza - anche di scarsa qualità, ed una suturatrice che non funziona può portare a un rischio di mortalità fra i pazienti fino al 30%. Anche da questo - ha aggiunto il presidente della Acoi che conta circa 7 mila 500 chirurghi italiani- deriva il timore di contenziosi legali".

Una questione sulla quale è intervenuto anche il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone (nella foto): "se c'é la prova che una suturatrice non ha funzionato - ha detto - il medico non ne risponde; non bisogna creare - ha avvertito - meccanismi ulteriori di medicina difensiva". Se una suturatrice non funziona, ha concluso, "vuol dire che qualcuno ha fatto una truffa e se si verificano simili disservizi bisogna denunciarli e chi è responsabile deve pagare". Il punto, ha rilevato anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, è che "nell'acquisto dei dispositivi medici non ci devono essere gare al massimo ribasso: per questo abbiamo inserito nel comitato tecnico che deve impostare le gare di acquisto anche degli esperti del settore".

E proprio alla platea di medici, Cantone si è rivolto lanciando un messaggio forte: "In molti casi si è verificato un legame fra Sanità, politica e criminalità organizzata, e l'ingerenza della politica e uno dei problemi della Sanità. Ciò - ha detto - nasce per esempio dalle considerazioni sugli scioglimenti delle Aziende ospedaliere e delle Asl". Il punto, ha avvertito, è che ''su molte questioni che riguardano i vertici delle strutture sanitarie c'é una forte influenza della politica, che in alcune zone significa anche un pezzo dell'influenza della criminalità. Lo scioglimento di alcune Asl ne é la riprova". Ma i rischi arrivano pure dalla concentrazione di potere che si potrebbe determinare con le nuove Centrali uniche di acquisto: ''Ciò significa - ha spiegato - che quanto più aumenti il potere, tanto più, ovviamente, devi mettere dei contrappesi. In questo caso, i contrappesi sono dati dalla trasparenza e dalla necessità che ci siano commissioni trasparenti".

Non solo. Altra 'patologia' del sistema, ha messo in guardia il presidente Anac, è rappresentata dagli appalti e dalle loro proroghe: "In Sanità c'é il più alto tasso di proroghe e rinnovi negli appalti, in molti casi illegali, e ciò porta inefficienza, corruzione e mancati servizi". Inoltre, ''il meccanismo degli sprechi è collegato al malaffare. In sanità - ha avvertito - c'é sicuramente una presenza di infiltrazioni criminali in molti appalti". Una possibile soluzione, secondo Cantone, sta però nel ''ridurre il numero delle stazioni appaltanti: bisogna cioè semplificare il numero dei soggetti che acquistano al fine di uniformare i criteri".

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