Rubava alle Farmacap: farmacista arrestato

Farmacia | Redazione DottNet | 04/10/2016 18:22

Il sistema consentiva di rifornire i canali paralleli

Arrestato dai carabinieri del Nas un farmacista che lavorava presso una delle 46 farmacie comunali di Roma della Farmacap. L'uomo, posto agli arresti domiciliari, è accusato di peculato. L'arrestato, secondo quanto accertato dal pm della Procura della capitale Nadia Plastina, avrebbe sottratto nel corso delle ore di lavoro presso la farmacia comunale di Castel Porziano farmaci, parafarmaci e denaro, proveniente anche dalla vendita illegale di farmaci senza prescrizione. L'arresto rientra nell'indagine avviata dalla procura che ha portato all'arresto dell'ex commissario straordinario di Farmacap Francesco Alvaro, scarcerato dopo pochi giorni. In questo caso si contesta il reato di turbativa d'asta per l'affidamento di servizi in un asilo nido nella zona dell'Infernetto.


L’operazione effettuata dal Nucleo NAS di Roma ha permesso di evidenziare una delle ulteriori evoluzioni del fenomeno dei furti di farmaci, che la cooperazione tra Comando Carabinieri TS-NAS (CCTS-NAS) e AIFA aveva affrontato con successo tra il 2014 e il 2015, e che tuttora è oggetto di ricerche e indagini congiunte tra il CCTS-NAS e AIFA.


L’attività coordinata dall’Italia a livello internazionale ha di fatto consentito di individuare e chiudere i canali di vendita attraverso i quali trovavano “sbocco” i farmaci rubati in Italia, anche con l’ausilio di strumenti accessibili a tutti gli operatori attraverso i quali condividere in tempo reale l’elenco di farmaci oggetto di traffici illegali.
È dunque presumibile che le medesime organizzazioni dedite a questi traffici, dopo una pausa di oltre 18 mesi - nel corso della quale il fenomeno ha registrato una diminuzione significativa -abbiano iniziato a rimodulare il proprio business.


Per garantire l’approvvigionamento dei canali illegali, l’assalto ai tir in fase di trasporto sembrerebbe dunque non essere più il metodo in uso, e si ricorrerebbe piuttosto a una costante attività di sottrazione di singoli pezzi, effettuata direttamente nelle strutture, difficilmente oggetto di denunce; per quanto riguarda invece la vendita, questa non coinvolgerebbe più il Parallel Trade europeo, oggi sottoposto a controlli più rigorosi, ma punti di ingresso meno presidiabili, come il mercato nero nazionale (per prodotti ad alto costo appetibili sul nostro territorio, come quelli per la cura dell’epatite C) o i paesi extra-UE, meno coinvolti nei progetti di verifica investigativa.


In risposta a queste evoluzioni, anche gli strumenti di cooperazione tra AIFA e Carabinieri NAS sono oggetto di modifiche e sviluppi, che hanno già permesso di supportare indagini innescate da segnali provenienti da altri paesi, relativi a nuove tipologie di crimine farmaceutico.
I risultati positivi del “modello italiano” di contrasto al crimine farmaceutico sono stati presentati da AIFA in questi giorni nella conferenza internazionale di Interpol sugli “IP Crimes” (http://iipcic.org/conference.php), e verranno approfonditi nel corso della Conferenza Internazionale dedicata ai risultati del progetto europeo Fakeshare II, che AIFA ospiterà il prossimo 14 ottobre (www.fakeshare.eu).

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