La nuova frontiera delle stimolazioni cerebrali

Neurologia | Redazione DottNet | 21/01/2009 15:00

L'esecuzione di un calcio di rigore calcolata al millimetro o le giocate che sono il marchio dei campioni e spiazzano difensori e portieri: forse un giorno i calciatori potranno affinare la loro tecnica attraverso una piccola stimolazione elettrica della corteccia motoria, l'area del cervello che controlla i movimenti, e divenire dei fuoriclasse come l'idolo dei milanisti Ricardo Kakà.

 Ma una tecnica del genere potrebbe applicarsi a tutte le altre discipline sportive e forse pure ad artisti che hanno bisogno di un coordinamento estremo della gestualità come i ballerini. Ad evocare questa possibilità è uno studio eseguito al National Institute of Neurological Disorders and Stroke (Ninds) e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, che dimostra come una tecnica di stimolazione cerebrale non invasiva e indolore, chiamata stimolazione transcranica di corrente diretta (tDCS) migliori l'esecuzione di movimenti complessi. Guidati da Leonardo Cohen, gli esperti Usa hanno ottenuto questi effetti 'puntando' la tDCS sulla corteccia motoria primaria. La tdcs potrebbe essere usata non solo in fisioterapia per esempio su persone reduci da ictus, ma anche in futuro su soggetti sani sportivi che vogliano perfezionare la precisione dei propri movimenti, una prospettiva destinata peraltro a lambire i confini del doping. La tDCS non è altro che una lieve corrente applicata per un breve tempo, tramite due elettrodi appoggiati sullo scalpo (come nell'elettroencefalogramma), su un'area cerebrale di interesse. Del tutto indolore, la tdcs modula l'eccitabilità e, quindi, l'attività dell'area neurale stimolata. I ricercatori Usa hanno utilizzato la tDCS su un gruppo di persone sane mentre queste erano alle prese con l'esecuzione di un certo movimento precedentemente appreso. L'obiettivo dello studio era valutare se, in seguito a trattamento con tDCS, le loro performance di esecuzione crescevano. I neurologi hanno somministrato ogni giorno 20 minuti di tDCS, proprio al momento dell'esecuzione del movimento ripetuto per cinque giorni di seguito, a metà dei volontari. Mentre il resto del gruppo è stato sottoposto a una stimolazione finta (placebo). SI è visto che rispetto alle performance del gruppo placebo, quelli sottoposti a tDCS hanno migliorato molto di più le proprie performance di esecuzione. La tDCS, dunque, potrebbe davvero essere usata un giorno, abbinata alla fisioterapia, per aiutare pazienti con disabilità a migliorare l'esecuzione di movimenti, ma anche per affinare le abilità motorie di soggetti sani come gli sportivi. E' chiaro che se una tecnica del genere prendesse veramente piede nello sport agonistico bisognerebbe forse misurarsi con una forma di doping del tutto nuova, destinata a suscitare non pochi problemi visto che, almeno alle conoscenze attuali, la stimolazione del cervello non lascia tracce chimiche scovabili dai test antidoping.

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