Al via il progetto sanità di frontiera per i migranti

Professione | Redazione DottNet | 11/10/2016 16:04

Consulcesi: rimborsi per 18 milioni a 449 ex specializzandi campani

Medici in prima linea per l’assistenza sanitaria ai migranti. Proprio all’impegno dei camici bianchi è stata dedicata, a Napoli, un’intera giornata di confronto con le istituzioni e le realtà che si prendono cura di chi lavora per garantire la salute pubblica. Un’occasione per affrontare le difficoltà della professione medica mettendo in campo iniziative concrete e portando testimonianze significative di come si possa interpretare la "missione" con dedizione, spirito di sacrificio e voglia di migliorarsi continuamente.

In questa ottica, alla presenza di Silvestro Scotti, Presidente OMCeO di Napoli, del Professore Giuseppe Petrella, Ordinario "Chirurgia Generale" e "Chirurgia Oncologica" all’Università degli Studi di Roma "Tor Vergata", del Presidente di Consulcesi Group, Massimo Tortorella e del giornalista di La7 David Parenzo (che ha coordinato l’incontro), è stato illustrato il progetto "Sanità di Frontiera" nato all’interno dell’Osservatorio Internazionale della Salute (OIS) per implementare l’attività di formazione per operatori sanitari di tutta Europa promuovendo sviluppo, diffusione e scambio di modelli e strumenti di intervento innovativi di supporto alla salute dei migranti.

«Siamo felici che questa iniziativa sia stata presentata a Napoli – ha dichiarato Scotti -. Nella nostra città c’è una grande tradizione dell’accoglienza: abbiamo un Ospedale Dei Pellegrini attivo dal 1200 e mi fa piacere annunciare oggi che, nel prossimo bollettino dell’Ordine dei Medici, dei Chirurghi e degli Odontoiatri, stiamo lanciando un vademecum che contiene una mappatura completa per garantire tutti i servizi sanitari del nostro territorio ai migranti. Il medico ha come vocazione la presa in carico socio-psico-sanitaria di tutti i pazienti, senza distinzioni. Sanità di Frontiera è importante per mettere a sistema tutte le iniziative meritorie che ci sono ma che, finora, erano scollegate tra loro».

«Il progetto sostenuto da Consulcesi Onlus è stato annunciato lo scorso 3 ottobre a Lampedusa e coinvolge, oltre al medico simbolo dell’isola, il dottor Pietro Bartolo, le istituzioni e le principali organizzazioni umanitarie nazionali ed internazionali», ha spiegato il professor Petrella. Un tema, quello dell’accoglienza e della tutela della salute dei migranti, centrale anche per l’OMCeO di Napoli. Tra le recenti iniziative del presidente Scotti, infatti, figura già un corso ECM organizzato coinvolgendo esperti del settore e finalizzato a creare un vero e proprio sportello per raccogliere e coordinare istanze ed iniziative sanitarie per il migrante e favorire attività volte ad incrementare studi e ricerche nel campo della medicina delle migrazioni.

Una sfida che non spaventa i medici italiani, già abituati a tenere in piedi il Ssn per garantire il diritto alla Salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, per tutti gli italiani. A fronte di medici che combattono quotidianamente contro denunce di malpractice (spesso infondate), mancato rispetto degli orari di lavoro imposti della legge, carenze di personale, strutture e apparecchiature inadeguate, la caparbietà di chi non si lascia sopraffare da questa situazione viene, però, sempre premiata. Emblematico il caso dei medici specialisti a cui l’Italia, violando le regole imposte dall’Ue (direttive comunitarie 75/362 CEE e 82/76/CEE), ha negato il corretto trattamento economico durante la scuola di specializzazione tra il 1978 ed il 2006. Una forte ingiustizia, sanata dall’intervento dei Tribunali che stanno ripristinando quei diritti negati accogliendo i ricorsi presentati attraverso numerose azioni legali.

Così a Napoli, Consulcesi – il gruppo leader nei servizi e nelle tutele dei medici – ha consegnato rimborsi per un valore superiore a 18 milioni di euro a 449 professionisti campani che vanno ad aggiungersi alle migliaia di colleghi di tutta Italia che hanno già visto riconoscere quel diritto negato, riavendo indietro dallo Stato le somme indebitamente negate. Si tratta di cifre imponenti: solo ai medici tutelati da Consulcesi sono stati, ad oggi, riconosciuti oltre 450 milioni di euro con il rischio di un esborso complessivo superiore ai 5 miliardi di euro che incombe sulle casse dello Stato. Per questo, come anticipato ai microfoni di La7 dal Viceministro all’Economia Enrico Zanetti, «il Governo è intenzionato a trovare una rapida soluzione alla vicenda».

Anche su questo tema è intervenuto il presidente Omceo Scotti: «L’azione istituzionale di Consulcesi in questi anni è stata eccellente anche per fare chiarezza tra le normative europee e la mancata applicazione in Italia. La giornata di oggi è il riconoscimento di un diritto per tanti colleghi che erano stati penalizzati negli anni della scuola di specializzazione».

Si sta lavorando in tal senso anche in Parlamento, dove è iniziato l’esame finale del Ddl 2400, presentato da 21 senatori di schieramenti trasversali: il testo prevede un accordo forfettario transattivo, valido solo per chi avrà fatto ricorso. «Ora che c’è una chiara volontà politica di chiudere la vicenda, invitiamo i medici penalizzati dalla mancata applicazione delle direttive Ue in questione a non perdere questa occasione, scongiurando il rischio di rimanere fuori dai rimborsi». Così il presidente di Consulcesi Group, Massimo Tortorella: «È dunque fondamentale, per i medici che ancora non l’avessero fatto, presentare ricorso per ottenere il rimborso forfettario previsto dal Ddl. Proprio per questo – conclude il presidente Tortorella – stanno partendo le nostre ultime azioni collettive. La prossima è prevista per il 15 dicembre, con numerosi OMCeO, Enti, Associazioni, Sindacati e Società Scientifiche che hanno convenzionato i loro iscritti.

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato