Lazio, non piace la distribuzione dei farmaci nelle Asl

Redazione DottNet | 21/01/2009 16:21

La distribuzione dei farmaci nelle Asl e non in farmacia per ottenere un risparmio dei conti della Regione non piace al 62,67%% dei pazienti del Lazio.

Un'indagine dell'Unione nazionale consumatori (Unc) in 5 Asl della Regione evidenzia che il sistema di distribuzione è giudicato negativamente soprattutto per le difficoltà a raggiungere la Asl. Una disposizione regionale prevede infatti dal primo gennaio 2009 alcune misure che prevedono per alcuni farmaci l'erogazione diretta da parte della Asl. ''Nella sanità pubblica - ha commentato Massimiliano Dona, Segretario generale dell'Unc - l'interesse degli utenti si persegue con il contenimento dei costi solo a condizione che tale risparmio non avvenga sulle spalle dei cittadini. L'enorme mole di reclami sulle inefficienze della distribuzione diretta dei farmaci ci ha indotto a realizzare questa inchiesta 'pilota' nel Lazio, ma che può dirsi emblematica di problemi che vanno risolti a livello nazionale. E' importante dunque - ha aggiunto - sensibilizzare soprattutto chi ha responsabilità di Governo per semplificare la vita di quei consumatori che, in quanto malati, appartengono a fasce particolarmente deboli della popolazione''. Il segretario nazionale della Federfarma Giorgio Caprino conferma invece la disponibilità delle farmacie a introdurre nuovi servizi come la distribuzione a domicilio, mentre il parlamentare di Forza Italia Domenico Di Virgilio, intravede fra le possibilità alternative di risparmio quella di fare uscire sul mercato confezioni più piccole, per evitare sprechi di risorse.

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