Femore con omero donato, è il primo caso su un bambino di 6 anni

Redazione DottNet | 13/10/2016 20:22

L'intervento alla Città della Salute di Torino. Dopo due anni di cure il piccolo sta bene

L'osteosarcoma di cui era affetto, un raro tumore delle ossa che fa registrare circa 150 casi all'anno, lo avrebbe ucciso. A salvare un bambino piemontese di appena 6 anni sono stati i medici della Città della Salute e della Scienza di Torino che, per la prima volta su un paziente così piccolo, hanno adottato una innovativa tecnica di intervento, consistita nel ricostruire il femore malato con un omero donato e appositamente rovesciato e rivestito di ceramica. Interventi con tecniche analoghe fino ad ora sono stati effettuati su bambini più grandi.

Una novità premiata al recente Congresso internazionale di tecnologia in chirurgia protesica, svoltosi a Boston, con il primo premio mondiale. L'operazione, effettuata all'ospedale infantile Regina Margherita e resa nota a due anni di distanza per avere la certezza del successo, è perfettamente riuscita. Dopo due anni di terapie oncologiche presso l'Oncoematologia pediatrica dell'ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, diretto dalla dottoressa Franca Fagioli, F.C., che ora ha otto anni, ha infatti ripreso la vita normale di un bambino di quell'età. Scuola e giochi compresi. L'intervento è stato effettuato dall'equipe del dottor Raimondo Piana (nella foto), direttore di Chirurgia oncologica ortopedica della Città della Salute di Torino.

E' consistito in primo luogo nell'asportazione della parte distale del femore (articolazione del ginocchio); la ricostruzione è invece avvenuta con un omero rovesciato, utilizzato in alternativa al femore per l'età e le piccole dimensioni del ginocchio. L'osso, proveniente dalla Banca dei tessuti Muscoloscheletrici della Regione Piemonte, è stato rivestito con una protesi in ceramica di ultima generazione. Il tutto è stato poi collegato al femore del bambino con una placca al ginocchio, ricostruendo capsula e tutti i legamenti e preservando la tibia. Con questo approccio multidisciplinare, spiegano alla Città della Salute e della Scienza di Torino, patologie simili a quella di F.C. hanno una prognosi più favorevole rispetto al passato.

E questo nonostante la complessità di operazioni - spiegano ancora i sanitari torinesi - che devono tenere conto anche dello sviluppo dei bambini. La parte ricostruita deve infatti crescere, in modo regolare, per non determinare nel tempo una differenza di lunghezza delle gambe. Ed è proprio questo l'aspetto dell'intervento, presentato a Boston dal dottor Michele Boffano, che più ha colpito i medici riuniti al Congresso di tecnologia in chirurgia protesica