In farmacia il pagamento dei bollettini postali. Ma la Fofi dice no

Redazione DottNet | 17/10/2016 18:29

Con il servizio Pos al banco il prossimo obiettivo saranno i ticket sanitari. Fofi: un'idea controproducente per cittadini e studenti

Pagare una multa e comprare un'antidolorifico contro il mal di testa procurato dalla sanzione. Sono due cose che si potranno fare insieme. Basterà andare in farmacia. E' quanto prevede un progetto pilota che sta per partire a Catania e provincia: andando in una farmacia, oltre a comprare medicine, si potranno pagare bollettini postali grazie a un Pos 'evoluto' al banco, che rilascerà un'apposita ricevuta di pagamento. I primi test nei piccoli centri, dove il farmacista ha anche un compito di 'servizio' per la comunità "E' una sfida - spiega il vicepresidente di Federfarma nazionale e presidente dell'associazione di Catania, Gioacchino Nicolosi - per puntare a erogare prestazioni aggiuntive al cittadino, sempre in un'ottica di servizio per la comunità. Nei piccoli centri stanno scomparendo caserme dei carabinieri e uffici postali. Lì il farmacista diventa un'istituzione con un ruolo sociale importante, a volte determinante. La farmacia offre già un'ampia gamma di servizi oltre a quelli tradizionali, come alcuni esami del sangue e l'ecocardiografia, che permettono agli anziani di eseguire accertamenti velocemente e senza allontanarsi da casa. Gli utenti potenzialmente interessati - osserva Nicolosi - sono diversi milioni, con un identikit ben preciso: anziani di piccoli centri".

L'iniziativa partirà tra meno di due mesi. Il servizio è nato dalla collaborazione tra Igea Banca e il gruppo Bassilichi, azienda fiorentina attiva nell'ambito dei payments. Il progetto ha riscosso grande attenzione tra i farmacisti arrivati da tutta Italia per partecipare al PharmEvolution, che si è tenuta a Catania e che ha fatto registrare oltre 5.000 ingressi qualificati e la presenza di 80 espositori, ma anche un incubatore di idee, per "Farmacia 4.0". Che guarda ancora più avanti, con in programma una serie di nuovi servizi da offrire ai clienti: la prossima sfida, a cui si sta già lavorando, è la prenotazione di visite mediche in strutture pubbliche e il pagamento dei ticket sanitari in farmacia. "A Catania - rivela Nicolosi - abbiamo avviato un progetto con l'Azienda sanitaria provinciale e quelle ospedaliere per consentire ai pazienti di prenotare le visite specialistiche nelle farmacie, dove potranno pagare anche il ticket, senza dovere poi fare la fila nei nosocomi. L'unico intoppo, al momento, e che le strutture interessate non utilizzato lo stesso sistema informatico". Ma il futuro di 'Farmacia.4' sembra tracciato: sempre più servizi, diversi dalla tradizione galenica, per stare vicino ai clienti, e un'opportunità anche per non perderli.

“E’ con grande disappunto che vediamo confondere il concetto di ‘farmacia dei servizi’ con la possibilità di rendere nelle farmacie dei servizi che nulla hanno a che fare con la professionalità e le competenze del farmacista, e neppure con la vita amministrativa del Servizio sanitario nazionale, quali il Cup e le altre attività di supporto alle prestazioni territoriali”. Questo il commento del Segretario della Fofi, Maurizio Pace, a proposito del progetto, presentato nel corso della manifestazione PharmEvolution di Catania, di attrezzare le farmacie in modo da permettere ai cittadini di pagare lì i bollettini di conto corrente postale.

Sono 10 anni che la Federazione opera, con successo, per affermare la farmacia come presidio sanitario in cui operano professionisti in grado di rendere, oltre alla dispensazione e al consiglio sul farmaco anche altre prestazioni volte alla tutela della salute. Sono quelli che tecnicamente si chiamano servizi cognitivi, che sono possibili solo grazie alla formazione e alle conoscenze del farmacista, non alla presenza in farmacia di un POS. E’ questo che rende l’attività della farmacia non contendibile da altri operatori. Perché allora non vendere ricariche telefoniche o biglietti dei mezzi pubblici? E a questo proposito sembra si dimentichi un altro aspetto: che cosa dovrebbero pensare gli studenti dei corsi di laurea in farmacia? Che hanno intrapreso un percorso di studi lungo, e oneroso economicamente, per smaltire le bollette della luce?”, prosegue Pace.

Per la Fofi, “iniziative di questo genere costituiscono un passo indietro nell’evoluzione del ruolo del farmacista, e un regalo inaspettato a chi ritiene che la farmacia sia, in fin dei conti, un’attività economica come un’altra e che, quindi, può essere regolata – o meglio deregolata – come tutti gli altri esercizi commerciali”. ”L’esatto opposto – osserva Pace - di quanto richiede la tutela del cittadino, che quando ricorre al farmacista deve esporre un problema di salute e ha il diritto di non essere in coda con chi ha tutt’altre necessità”.

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